Tecnologia "sociale": il computer usato può essere reimpiegato!

Tecnologica riciclata Ultimo giro di giostra per il consumismo sfrenato e irresponsabile. Si stanno diffondendo a scoppio ritardato anche nel “civilissimo” occidente “sviluppato” circuit di riciclo tecnologico che favoriscono il reimpiego di computer e altre tecnologie in “disuso” per fini sociali (v. articolo).

I computer dismessi, ma ancora funzionanti, si possono infatti trasformare in una risorsa formidabile di sviluppo per le organizzazioni non profit, grazie al lavoro del Banco Informatico, Tecnologico e Biomedico (BITeB), associazione di volontariato che riceve in dono le attrezzature per ridestinarle ad altre realtà senza scopo di lucro, in Italia e all'estero.

L’iniziativa partita dalla Onlus raccoglie e ridistribuisce alle non-profit richiedenti computer di seconda mano purché funzionanti e completi di componentistica. Niente più costi di smaltimento dunque per chi intenda liberarsi del proprio vecchio pc ed un evidente beneficio per chi non abbia le risorse per acquistare prodotti tecnologici ex-novo.

Nono solo computer

Oltre ai computer il Banco si propone come punto di raccolta anche di attrezzature biomedicali ritirate dalle strutture ospedaliere nostrane e donate ai paesi in via di sviluppo per essere reimpiegate presso scuole, comunità terapeutiche, centri di accoglienza per stranieri, cooperative sociali. Attualmente sarebbero 1.300 i computer assegnati a fronte di 4.500 donazioni da aziende private. I beneficiari sono dislocati per i 4 angoli della terra, dal Cile al Congo, passando per l’Albania e la Colombia (v. articolo).

Il Banco è parte di un’iniziativa locale. “Un pc per crescere”, attivata in Lombardia che prevede il ritiro di 1.500 pc dismessi dall’ente da assegnare alle onlus lombarde.

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