Povertà assoluta per 4,6 milioni. Governo lancia il reddito di inclusione - Video

La povertà assoluta in Italia è un problema che nel 2015 coinvolge il 6,1% delle famiglie residenti, cioè 4 milioni e 598 mila persone, secondo il rapporto "Noi Italia" diffuso oggi dall’Istat, per dati che non mutano rispetto all’anno prima sia per l'incidenza della povertà assoluta che relativa. Nel confronto con l’anno precedente però peggiorano specialmente le condizioni delle famiglie con 4 membri (dal 6,7% al 9,5%) mentre il 10,4% delle famiglie è relativamente povero (2 milioni 678 mila individui) e le persone in povertà relativa sono ben 8 milioni e 307mila, il 13,7% della popolazione.

Più in dettaglio l’11,5% degli individui vive in condizioni di grave deprivazione e l’Italia supera di 3,4% la media europea attestandosi al nono posto tra i Paesi con i valori più alti. "In Italia la diseguaglianza, misurata in termini di concentrazione del reddito, è più elevata in Sicilia e più bassa nelle regioni del Nord-Est. Nel confronto con i Paesi dell’Ue, nella graduatoria in ordine decrescente riferita al 2015, l'indice di concentrazione colloca l’Italia al decimo posto (0,324) insieme al Regno Unito, con un valore poco più elevato di quello medio europeo (0,310)” si legge ancora nel report.

Intanto stamattina è stato siglato il memorandum sulla povertà che introduce il reddito di inclusione per 2 milioni di persone. Il reddito di inclusione è "una misura strutturale", ha spiegato il premier Paolo Gentiloni con al fianco il ministro del lavoro Giuliano Poletti. Tra questi due milioni di persone "c'è una quota rilevante di 700/800 mila minori che nel meccanismo del reddito di inclusione sono stati privilegiati" ha aggiunto Gentiloni.

reddito di inclusione

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