Il peccato originale del credito al consumo pesa sui nostri figli

Gelsomina de Maio Dedicato a quanti stiano pensando di mettere su famiglia: secondo una recente indagine ogni cittadino italiano è indebitato per 1445 euro, bambini compresi!
Il Codacons pronuncia l’allarmante verdetto di indebitamento alla luce della nuova direttiva europea in fase di approvazione sul credito al consumo.
Se si considera il numero di abitanti del nostro paese e il livello record raggiunto dal credito al consumo nel 2006 (85,3 miliardi di euro), ne deriva che ogni singolo cittadino italiano, anche neonato, è indebitato mediamente per 1.445 euro. E il dramma si presenterà nei prossimi mesi, quando cioè i debiti contratti oggi dovranno essere saldati, e molte famiglie saranno impossibilitate ad affrontare gli impegni. Per questo - conclude - il Governo deve disincentivare in ogni modo il ricorso all'indebitamento da parte dei cittadini, che attratti da pubblicità furbe credono di poter facilmente possedere ciò che non possono permettersi.

Sul fronte normativo il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì un provvedimento di riforma del credito al consumo, volto ad accrescere le tutele nei confronti del consumatore.

Queste le principali novità per i consumatori di tutte le età:


  • Tetto massimo: rimane fissata a 31000 euro la soglia sotto la quale sarà possibile usufruire di questa tipologia di finanziamento.

  • Diritto di recesso: il cliente avrà 14 giorni di tempo per cambiare idea e rescindere il contratto.

  • Trasparenza dei costi: il Taeg dovrà includere tutti gli ulteriori oneri a carico del cliente e nel contratto dovranno essere specificate le singole voci che lo compongono.

  • Pubblicità: nel caso di discrepanze tra quanto promesso nella pubblicità e quanto invece realmente siglato nel contratto, saranno ritenute valide le condizioni pubblicizzate.

  • Responsabilità del finanziatore: sarà il finanziatore, in caso di controversie, a dover dimostrare di essere stato diligente e corretto, non viceversa.

  • Mancata fornitura: se il credito risulta finalizzato all'acquisto di un bene o di un servizio, in caso di mancata consegna od erogazione, il consumatore potrà interrompere il pagamento rateale e rescindere sia il contratto di acquisto, sia quello di finanziamento.

E, in effetti, sono sempre più numerose le famiglie che fanno ricorso ai prestiti per acquistare beni come auto, arredamento, viaggi. Il credito al consumo è aumentato notevolmente negli ultimi anni: si è passati dai 51,3 miliardi del 2003 agli 85,3 del 2006. "In rapporto al Pil siamo passati dal 3,8% al 5,8%. Nonostante questo rimaniamo sotto la media europea" ha detto il vice ministro Roberto Pinza. Con il provvedimento il Governe intende disciplinare due aspetti fondamentali del fenomeno:


  • l’aumento esponenziale degli agenti e dei mediatori, che sono poco meno di 118.000,

  • l’elevato costo delle operazioni, soprattutto quelle piccole.
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