Quali sono le trappole telefoniche più diffuse

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Come evitare le trappole telefoniche più diffuse? Innanzitutto bisogna conoscerle come spiega oggi su AdnKronos Laura Botti citando il rapporto 2017 dell’Agcom. Tra le trappole telefoniche più diffuse e denunciate c'è l’attivazione non richiesta di servizi, il mancato riscontro ai reclami, i passaggi ad altro operatore e l’addebito di costi ingiustificati per la cessazione del contratto. Gli utenti denunciano spesso all’Autorità garante per le comunicazioni i rialzi delle tariffe telefoniche provocati dalla furbata, da parte delle compagnie, del passaggio alle tariffe a 28 giorni anziché a 30.

Il rapporto dell’Agcom parla infatti della variazione delle cadenze di rinnovo delle offerte “e della fatturazione su base 28 giorni anziché mensile" che "unitamente alle altre rimodulazioni succedutesi nel corso dell’anno rappresentano il motivo prevalente di insoddisfazione da parte degli utenti rispetto al passato, facendo registrare un'impennata nelle relative segnalazioni che risultano, non a caso, quintuplicate".

Gli utenti in sostanza subiscono il cambio tariffa e devono fare i conti con diversi impedimenti prima di ottenere il previsto recesso gratuito in tempi adeguati. Poi sono "quasi quadruplicate le denunce per costi di disattivazione percepiti dai consumatori come non giustificati e per ritardi illegittimi nelle lavorazioni delle richieste di recesso".

"Per l'Agcom l'aggravio dei costi di recesso rappresenta il 14% delle lamentele” commenta il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona: "fino a che i primi tre operatori sono controparte contrattuale per oltre l'80% della domanda di servizi fissi e mobili, come ci ha detto oggi l'Authority, è evidente che non ci potrà essere alcuna vera concorrenza".

Tra le altre trappole telefoniche quelle relative al passaggio delle utenze tra operatori, all'assistenza dei clienti e questioni contrattuali legate ai costi del roaming con alcuni operatori che hanno provato ad aggirare le norme europee che lo hanno abolito dal 15 giugno 2017. Agcom ha esortato "agli operatori di adeguare la propria offerta alla normativa comunitaria e compensare gli utenti per gli addebiti effettuati in violazione della stessa".

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