Pensione a 73,5 anni per i nati nel 1980? Le ipotesi in campo

pensione nati 1980

Se sei nato nel 1980 potresti andare in pensione a 73,5 anni secondo quanto riporta AdnKronos riferendo le previsioni dell’economista Stefano Patriarca, consigliere economico della presidenza del Consiglio. Il report “Non è una pensione per giovani - Rapporti tra generazioni e riforma del sistema previdenziale” illustrato durante la recente direzione nazionale Pd spiega tra le altre cose quali sono le aspettative di pensione per i nati nel 1980, per chi cioè oggi lavora e ha meno di 37 anni.

Pensione nati 1980, quando?

La pensione per le generazione 1980 vede allo stato dell’arte tre ipotesi. Accedere a una pensione contributiva anticipata a 66 anni e 5 mesi, con 20 anni di contributi e un assegno inferiore a 2,8 volte l'assegno sociale; accedere a una pensione di vecchiaia, sempre con 20 anni di contributi e un'età minima di 69 anni e mezzo; la terza ipotesi è invece relativa alla pensione posticipata, a 73,5 anni, con un importo inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale cui si potrà accedere con meno di 20 anni di contributi.

Un sistema decisamente penalizzante per i giovani. "I lavoratori che si collocano integralmente nel sistema contributivo sono coloro che hanno contributi dal 1 gennaio 1996. La platea di riferimento può essere valutata attualmente attorno al 55-60% di tutti i lavoratori che si collocano tra i 40 e i 45 anni di età". I più giovani sono i più svantaggiati, perché hanno un sistema "sostanzialmente diverso da quello per il quale pagano attualmente i contributi”.

Del resto la giustizia sociale ormai da tempo non abita più nel Belpaese e non sembra ci sia la volontà politica, oltreché la capacità finanziaria, per una vera riforma previdenziale che non faccia pagare a chi oggi ha meno di 40 anni i costi di politiche decennali dissennate e, parlando eufemisticamente, poco lungimiranti.

Tra le soluzioni allo studio per un sistema previdenziale più equo per i giovani circolano le ipotesi di un fondo di solidarietà a sostegno delle basse contribuzioni e dei vuoti contributivi, la gestione dell'età di pensionamento e l'assegno minimo di 650 euro mensili con 20 anni di contributi versati.

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