Farmaci senza prescrizione, ecco la Turco-rivoluzione!

Rivoluzione del farmaco Alcune novità in pillole per il settore medico-farmacistico. E’ stato appena approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo proposto dal Ministro della Salute Livia Turco per aggiornare l'attuale normativa in materia di medicinali per uso umano, definita lo scorso anno con il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219.

Ad adeguamento delle recenti disposizioni in materia di vendita al pubblico di medicinali e in materia di distribuzione all'ingrosso di medicinali del 'Decreto Bersani' il provvedimento intende risolvere alcune problematiche emerse nei primi mesi di applicazione del decreto legislativo 219/2006. Alcune delle principali novità:

Medicine senza prescrizione

Tra le novità "viene stabilito che il Ministro della Salute, con proprio decreto da adottarsi entro il 31 dicembre 2007, sentiti gli Ordini dei medici e dei farmacisti, individui le condizioni per consentire al farmacista, in caso di estrema necessità e urgenza, di fornire anche in assenza di prescrizione medica un medicinale soggetto a prescrizione "semplice" o da rinnovare volta per volta.

La misura intende venire incontro alle esigenze dei degenti che, nel caso di emergenze seppur sprovvisti di ricetta medica, potranno accedere alle cure del caso rivolgendosi al farmacista.

Bancomat del farmaco

"E' introdotta una specifica disposizione che consente al Ministro della Salute di autorizzare sperimentazioni di nuove modalità di fornitura di medicinali. Questa nuova norma consente di 'inquadrare' giuridicamente alcune sperimentazioni (quali quella denominata 'Pharmaclick'), avviata anche su impulso della Commissione Europea, dirette a testare forme di rifornimento di farmaci, mediante macchine distributrici che consentono il contatto a distanza con un farmacista". "Viene introdotta una norma che stabilisce espressamente che i farmacisti e le società di farmacisti titolari di farmacia e le società che gestiscono farmacie comunali possono svolgere attività di distribuzione all'ingrosso di medicinali".

Prezzi di vendita

"Viene ammessa la possibilità di utilizzare fotografie o rappresentazioni grafiche delle confezioni dei medicinali sui cartelli indicanti i prezzi di vendita al pubblico e gli eventuali sconti praticati in farmacia e nei punti-vendita previsti dal decreto-legge Bersani (la norma riguarda, ovviamente, soltanto i farmaci senza obbligo di ricetta e di automedicazione)" (v. articolo).

Liberalizzazione farmaci

Intanto la liberalizzazione sui farmaci da banco sta dando buoni risultati, che rischiano pero' di essere limitati se non si permettera' alle parafarmacie di vendere anche i medicinali di fascia C, sostengono le associazioni consumatori.

Secondo l'indagine di Federconsumatori infatti, dalla creazione di parafarmacie nei supermercati si e' ottenuto uno sconto medio del 21%, che si abbassa per quelle private (9%), mentre nelle farmacie il prezzo dei farmaci da banco e' sceso in media dell'8,5%. Ancora bassi pero' i volumi di vendita: nei circa milleduecento nuovi corner nati nell'ultimo anno si vende infatti, secondo dati del Censis, solo l'1% dei farmaci da banco totali.

Per Federconsumatori la presentazione dell'indagine ha rappresentato anche l'occasione per sottolineare l'impegno su altri versanti: i farmaci di fascia C, la diffusione degli equivalenti e quella delle confezioni monodose. L'associazione sostiene infatti la vendita dei farmaci in fascia C al di fuori dell'attuale circuito farmaceutico: il mercato di tali farmaci a carico del cittadino "è di oltre 5 miliardi" e dunque il provvedimento di estensione alla vendita nelle parafarmacie "avrà ricadute positive sulle famiglie, di circa 1.000-1.200 milioni di euro annui" (v. articolo).

Spese mediche e bilanci familiari

Tra sconti e sconticini, farmacie e corner le famiglie italiane spesso si indebitano per sostenere il peso finanziario di una malattia. Lo 0,7% delle famiglie nel nostro paese è spinta sull’orlo della catastrofe finanziaria nonostante il sistema assistenziale pubblico, questo quanto sostiene l’indagine OMS (Organizzazione Mondiale della sanità), certo poca cosa se paragonato ai 150 milioni di persone che ogni anno nel mondo incontrano la bancarotta, ma pur sempre una brutta statistica per un paese “sviluppato”!

  • shares
  • +1
  • Mail