Poste italiane: il vaglia ha voglia di tecnologia

Vaglia postale "Non in una notte senza luna, ma sotto il torrido sole estivo, approfittando di milioni di italiani sulla strada delle vacanze, Poste Italiane ha introdotto una pesantissima tassa sui vaglia postali per i quali chiede, da pochi giorni, ben 2,50 euro al momento della riscossione. Decine di milioni di euro sottratti in particolare a quella stragrande maggioranza di persone in svantaggio sociale: pensionati, immigrati, badanti, studenti, famiglie ecc. che lo scelgono come mezzo di trasmissione del denaro". E' la denuncia dell'associazione Assoutenti che chiede a Poste Italiane l'immediata revoca di questa vergognosa disposizione e si rammarica per il passo indietro che l'azienda sta facendo nei rapporti con i consumatori e le loro associazioni, attuando provvedimenti al di fuori della correttezza e della preveniva informazione.

Oltre ai canonici cinque euro di spedizione a carico di chi effettua l’invio di vaglia postale dovrà sostenere d’ora innanzi un nuovo costo forfettario anche chi riceve il vaglia.

L’importo di euro 2,50, sottolinea il Codacons, viene sottratto, a titolo di spesa, dalla somma riconosciuta al beneficiario; quest’ultimo, tra l’altro, non ha alcun rapporto contrattuale con Poste Italiane S.p.A., e subisce quindi la decurtazione a prescindere dal valore del vaglia da incassare.
Questo significa, porta ad esempio l’Associazione, per voce dell’Avv. Gabriella Arcuri, che per un vaglia di soli euro 10,00 Poste Italiane percepirebbe una commissione una tantum pari al 25% del valore della transazione!

L’aumento è stato inoltre applicato senza alcuna comunicazione ufficiale da parte di Poste Italiane. Ricordiamo che fino a al 1° luglio infatti spedire un vaglia di valore, uguale o inferiore, a 51.64 euro aveva un costo di commissione pari a 2.58 euro, mentre per gli importi superiori si applicava una commissione di 5.16 euro, con ritiro di contante gratuito. Dal primo luglio invece, sono state unificate le commissioni per vaglia di qualunque valore portando così l'imposta a 5 euro, aggiungendo inoltre un costo di 2,50 euro per il ritiro del denaro contante. Se prima l'utilizzo del servizio costava mediamente 3.87 euro ora il costo è di 7.50 euro, un aumento di circa il 50%, adducendo come scusante il relativo abbassamento delle tariffe per i vaglia di importi superiore da 5.16 a 5 euro. Cosa ancora piú sorprendente il fatto che le tariffe sul sito www.poste.it siano state cambiate solo intorno alle 16 della giornata odierna, prima di allora infatti non era presente il costo per il ritiro dei contanti, con tanto di scritta, gratuito.

I soldi viaggeranno su telefonino

Poste Italiane però si sta anche attrezzando per facilitare l’invio di denaro a distanza utilizzando dei supporti tecnologici in collaborazione con Accenture. Con la stessa tecnica si potrà trasferire, in tempo reale, denaro o traffico telefonico anche da cellulare a cellulare (v. articolo).

I soldi partiranno da un cellulare targato Poste Mobile (quello di papà) e arriveranno alla carta Poste Pay (quello del figlio in vacanza). Poste Pay è una prepagata capace di funzionare come un piccola carta di credito, in Italia come all'estero, ed è anche ricaricabile. Nelle simulazioni che le Poste fanno in questi giorni, l'invio del denaro si realizza con sei clic: entro nel menu del cellulare; decido l'importo; indico mio figlio come beneficiario; digito il codice segretissimo; invio i soldi e infine ricevo un messaggio Sms a conferma che il trasferimento è andato a buon fine.

Quello delle Poste sarà un telefonino, dunque, oppure sarà qualcos'altro? Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane, lo dipinge come un oggetto diverso dai cugini di Tim, Vodafone, Wind o Tre. Si dovrebbe trattare di un dispositivo in grado di telefonare ma non solo, sarà specificatamente un dispositivo per effettuare transazion monetarie.
Con 20 milioni di transazioni prevalentemente finanziarie gestite in tempo reale e quasi 10 milioni di carte di pagamento, sostiene l’AD dell’azienda, di cui 3,24 milioni di Poste Pay, il nuovo dispositivo potrà essere impiegato per pagare ad esempio un bollettino postale.

Chi si presterà come partner telefonico? Si tratterà probabilmente di Vodafone (per questo le Poste sono ribattezzate "operatore virtuale"), che dovrà fornire alle Poste il prefisso e i numeri necessari a raggiungere i cellulari. Al momento, Vodafone dispone di numeri che iniziano con il 377. E saranno questi a finire alle Poste, a meno che la società di Sarmi non chieda alla società alleata di bussare alla porta del ministero per ottenere un prefisso nuovo.

Poste Italiane sta investendo 20 milioni nell'affare dei cellulari parlanti e paganti (più 66 mila 500 euro di contributo ministeriale annuo già versati). E' stata costituita una società apposita, Poste Mobile, con Roberto Giacchi come amministratore delegato.

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