Bike sharing, quanto conviene andare in bici da Treviso in giù!

Bike sharing La Ville Lumiere a due ruote, grandeur ciclomotrice a basso costo e impatto zero. Questo il profilo di una Parigi in continuo movimento, ecologica ma soprattutto a misura di cittadino. Ieri nella capitale francese si è infatti inaugurato il progetto di bike sharing nominato Velib che mette a disposizione a fronte di un abbonamento di 29 Euro all’anno un parco circolante di 10.000.
E' però possibile sottoscrivere direttamente presso una delle pensiline elettroniche presenti in ciascuna postazione Vélib uno degli abbonamenti a breve durata. Le tessere che danno diritto al prelievo delle bici per una settimana o anche solo per un giorno sono infatti acquistabili con carta di credito. Anche per questo tipo di abbonamenti la cauzione è di 150 euro.

Il servizio è disponibile in diverse modalità per cittadini e turisti con tariffe orarie convenienti. Il noleggio è gratuito per la prima mezz'ora, poi la tariffazione segue diverse formule, da 1 euro per le prima mezz'ora supplementare, fino ad un massimo di 4 euro per mezz'ora. Il servizio è dedicato sia ai cittadini sia ai turisti.
Le bici grigie a tre marce sono dotate di antifurto e lucchetto, con diverse stazioni di ritiro e consegna.

Il nuovo servizio di bike-sharing a fine anno raddoppierà, con 20600 bici e 1500 stazioni, ed entro il 2008 mira a raggiungere più 200 mila abbonamenti. Questo il grande sogno visionario di una Francia ecologica, ma intanto in Italia a che punto siamo?

Certo Parigi sarà numericamente irraggiungibile con un parco bici così esteso ma anche i comuni italiani si stanno attrezzando nel loro piccolo per far fronte al pericolo inquinamento. Sono ormai una cinquantina gli aderenti alle iniziative di bike sharing, da Treviso in giù.

Se a Preganziol (Treviso) sono solo otto le bici pubbliche messe a disposizione dei cittadini, a Ravenna sale a 140 il parco circolante ecologico. Il sistema è molto semplice e consiste nel recarsi nei punti di raccolta o cicloposteggi per ritirare tramite apposita chiavetta una bici. Il mezzo potrà essere utilizzato per tutto il tempo desiderato in norma per una giornata e la consegna può avvenire in uno qualsiasi dei centri di raccolta. Per eventuali ritardi nella consegna un sistema informativo centralizzato gestito dal comune rileverà tutti i dati del responsabile provvedendo ad eventusali sanzioni.

Bici civiche che a Milano negli anni 80 non hanno avuto gran successo, visto il furto di tutti i mezzi a disposizione nel primo giorno di servizio utile.

Incentivi a due ruote

Se il bike sharing non decolla nei grossi centri urbani il governo sembra comunque voler stimolare l’utilizzo di mezzi ecologici con recenti incentivi all’acquisto delle due ruote (v. articolo).
Ricordiamo infatti che a quanti decideranno di demolire il loro vecchio ciclomotore (Euro zero o comunque costruito fino a tutto il 2001) saranno destinati contributi per l'acquisto di biciclette, veicoli elettrici e ciclomotori di ultima generazione a basso livello di emissioni.

L'accordo di programma prevede che a fronte della demolizione di un ciclomotore Euro zero si ottengono incentivi per l'acquisto di una bicicletta (30% del listino fino a un massimo di 250 euro), per un motociclo o quadriciclo a trazione elettrica (30% del listino fino a mille euro), per un ciclomotore elettrico e una bicicletta assistita (30% del listino fino a 700 euro), di un ciclomotore Euro 2 a 4 tempi o comunque a basso consumo (15% del listino fino ad un massimo di 300 euro) e di un ciclomotore Euro 2 a 2 tempi (8% del listino fino a 150 euro).

La stima dell'Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori), calcolando un incentivo medio di 200 euro (per una bicicletta dal costo intorno ai 650 euro) e' che grazie agli ecoincentivi verranno acquistate circa 5.000 bici.

La stima sulla rete di piste per le bici, secondo la Fiab, e' di circa 10.000 km, l'85% al Nord. Esperienze felici all'estero non mancano e la Fiab compie almeno due viaggi-studio l'anno con amministratori locali per riprendere le buone pratiche. Forti sul bike sharing sono Lione e Monaco, Grenoble e Chambery per interventi sulla moderazione del traffico e Berna e Zurigo per la rete ciclabile (v. articolo).

  • shares
  • +1
  • Mail