ICI in via d’estinzione, inizia l’era delle detrazioni prima casa

Detrazioni ICI 17,3 milioni di famiglie potrebbero dal 2008 ricevere sostanziosi sconti ICI sulla prima casa di proprietà mentre 4,2 milioni sarebbero i possibili beneficiari di detrazioni sull’affitto. Un pacchetto casa allettante ancora in fase di approvazione.

Il ddl rendite contiene un insieme di norme per l'innalzamento - in tempi graduali ma a partire dal 2008 -delle detrazioni Ici sulla prima casa da 103 euro a 290, più ulteriori benefici a favore di chi è in affitto.
L'intero pacchetto vale nel complesso 3,3 miliardi (2 miliardi l'Ici e 1,3 le misure sugli affitti) (v. articolo).

Un periodo ipotetico ancora lontano dalla realtà quello in cui si coniuga la riforma ICI, contestata da più parti.
Secondo l’Anci il pacchetto casa inserito nel disegno di legge sulle rendite finanziarie

"non può rappresentare una soluzione per l'abbattimento dell'Ici sulla prima casa; infatti tale misura rappresenta per i comuni una limitazione dell'autonomia tributaria, in quanto compensa un tributo proprio, quale è l'Ici, con un incremento dei trasferimenti (incremento della compartecipazione ai tributi erariali)", dice l'associazione, per la quale "il Dpef dovrebbe contenere linee di indirizzo rinviando alla legge Finanziaria, previa concertazione tra comuni e governo, il compito di definire nel dettaglio le misure concrete".

Le famiglie d’altro canto sembra richiedere a gran voce bonus fiscali sulla casa di proprietà data la crescita galoppante degli affitti e la difficoltà all’accesso di una prima casa.
Secondo un’indagine Istat le famiglie giovani, di età inferiore ai 35 anni, che hanno acceso un mutuo sono piuttosto numerose (18,09%) e scarse in percentuale sul totale per case di proprietà. Presumibile, secondo l'Istat, che le difficoltà crescenti nell'accesso all'alloggio nell'ultimo biennio possano aver contribuito a rallentare anche il processo di costituzione di nuove famiglie. Viene infatti evidenziato che dal 2004 al 2006 gli importi medi degli affitti sono aumentati del 10,6% e del 9% quelli delle rate del mutuo con un incremento della loro incidenza sulla spesa familiare di 1,4 e un punto percentuali.

Se le prospettive ICI di 2008 sono all’insegna di sconti e sgravi il 2007 procede a gonfie vele con aliquote medie in ribasso sull’anno scorso dell’1,56% (v. articolo). 3 milioni di cittadini (500 mila in piu' dell'anno scorso) beneficano delle detrazioni, oltre 11 milioni di contribuenti hanno visto nel 2007 invariata o addirittura diminuita l'addizionale Irpef. E' quanto emerge dallo studio dell'Ifel (Istituto per la finanza e l'economia locale) presentato a Roma.
Secondo il rapporto infatti tra il 2005 e il 2006 la pressione fiscale comunale e' diminuita dello 0,4% a fronte invece di un incremento dello 0,6% del peso fiscale da parte di province e comuni mentre la pressione fiscale statale e' aumentata dello 0,7%. Altro elemento di virtuosismo finanziario, e' che i comuni nel 2006 ''sono stati gli unici enti locali ad aver mantenuto un livello di indebitamento continuo, a 3,03 miliardi di euro rispetto ai 2,955 miliardi del 2005. Di contro le Regioni hanno accusato il peggior deterioramento passando da un saldo positivo di 144 milioni del 2005 a un debito di 6 miliardi del 2006.

E la chiesa sta a guardare

Pagare l'Ici non piace a nessuno. Neanche alla Chiesa, che si è vista da poco contestare l'esenzione per gli immobili adibiti ad attività commerciale. Teniamo però presente che in Francia le tasse sugli immobili sono molto più care che da noi (valgono circa 30 mld di euro). E soprattutto non dimentichiamoci che l'Ici è un'imposta «federalista», legata al territorio (nei paesi anglosassoni gli oneri sulla casa costituiscono la base principale di entrata degli enti locali).

Proprio dieci giorni fa, assieme al Dpef, è stato approvato il disegno di legge sul federalismo fiscale che completerà la disciplina sul trasferimento di risorse agli enti territoriali. Il principio verso cui tendere dovrebbe essere che ciascuno spende ciò che ha («autonomia» delle entrate) e ne risponde («responsabilità» della spesa). Ora, l'Ici va esattamente in questa direzione, e i cittadini dei singoli Comuni toccano con mano tutti i giorni i servizi finanziati con i loro soldi (sicurezza, viabilità, trasporti, fognature, illuminazione delle strade, arredo urbano, aree verdi ecc.). Gli sconti sulla prima casa vanno invece nella direzione opposta, perché le minori entrate dei Comuni dovranno essere compensate con maggiori trasferimenti da parte dello Stato.

Insomma, è come se il Governo con la mano destra disegnasse una strada (federalismo fiscale) e con la sinistra ne cancellasse un pezzo (Ici). Un po' fa venire il mal di testa, e rimane il dubbio che il taglio delle tasse è un'altra cosa. Lo sconto prima casa corrisponde infatti allo 0,5% della montagna delle imposte che ogni anno versiamo allo Stato.

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