Etichette alimentari, quando l’abito non fa il monaco!

Etichette alimentari Il truffaldino prestigio delle etichette alimentari inganna i consumatori sulla reale composizione dei prodotti, diversi i trucchi per insabbiare gli ingredienti e almeno altrettanto numerose le manovre diversive per sviare le analisi (v. articolo). Il problema si pone in maniera macroscopica negli Stati Uniti dove le lobby industriali manipolano la Food and Drug Administration ma risparmia la vecchia Europa dove alcuni prestigi commerciali tendono ad occultare i delitti industriali dietro a false etichette.

Tutte le bugie delle etichette

La grande bugia inizia con uno dei trucchi più comuni ossia quello di distribuire gli zuccheri presenti tra molti ingredienti così che le quantità di zuccheri non compaiono nei primi tre dell’elenco. Per esempio un’azienda può usare una combinazione di saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, sciroppo di grano, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri per essere sicura che nessuno di essi sia presente in quantità sufficiente da arrivare nelle prime posizioni dell’elenco degli ingredienti (ricordate che gli ingredienti sono elencati in ordine di proporzione nel prodotto, con i più presenti elencati per primi).

Questo inganna i consumatori sul fatto che il prodotto non è fatto in realtà principalmente da zucchero mentre i principali ingredienti potrebbero essere differenti tipologie di zucchero. E’ un modo per spostare artificialmente lo zucchero più giù nella lista degli ingredienti, non informando sul contenuto reale di zucchero presente nell’intero prodotto.

Il valzer delle eresie continua con il trucco dell’etichetta imbottita, consistente nel gonfiare l’elenco con minuscole quantità di ridondanti ingredienti. Si può vederlo nei prodotti per la cura personale e nello shampoo, dove le aziende dichiarano di fornire shampoo alle erbe che in realtà hanno un contenuto di erbe quasi inesistente. Nei prodotti alimentari le aziende gonfiano la lista degli ingredienti con “salutari” bacche, erbe o super-cibi che, molto spesso, sono presenti solo in minuscole quantità.

Un terzo trucco consiste nel nascondere ingredienti dannosi dietro nomi dal suono innocente, che fanno credere al consumatore che siano sani. L’estremamente cancerogeno nitrito di sodio (conservante E250), per esempio, suona perfettamente innocente, ma è ben documentato che è causa di tumori al cervello, cancro al pancreas, cancro al colon e molti altri tipi di cancro. Allo stesso modo, estratto di lievito suona come un ingrediente salutare, ma in realtà è un trucco usato per nascondere il glutammato monosodico (MSG, un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati) senza avere l’obbligo di indicarlo nell’etichetta.

Nomi evocativi

Non parliamo poi di quei prodotti con nomi tanto evocativi sulla loro composizione quanto menzogneri. Il caso è quello della polpa di granchio, che di granchio non contiene proprio nulla o della“Guacamole Dip” (salsa di avocado) che non contiene affatto avocado.

Un cracker al formaggio, per esempio, non deve necessariamente contenere del formaggio. Qualcosa di “cremoso” non deve contenere la crema. Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di contenere nemmeno una singola molecola di frutta. Non fatevi ingannare dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione.

Mistificazioni sugli ingredienti nocivi

Ingredienti e ricette sono esclusiva proprietà dell’azienda che si riserva tutti i diritti sulla composizione dell’etichetta. Per questo motivo non è d’obbligo per le aziende alimentari indicare i nomi degli inquinanti chimici, metalli pesanti, bisphenol-A, PCBs (bifenile policlorurato), perclorato o altre sostanze tossiche trovate nei cibi.
Potere di lobby senza confini che inizia a cedere sul fronte degli “acidi grassi”, da qualche tempo inclusi in etichetta dopo una strenua e annosa battaglia condotta dalle associazioni di consumatori.

Secondo uno studio di qualche anno fa condotto da Beppe Grillo in collaborazione con due scienziati modenesi numerosi prodotti alimentare che affollano gli scaffali dei supermercati in maniera quasi innocua sarebbero in realtà altamente tossici, ma cosa non lo è potremmo obiettare, visto che respiriamo aria inquinata e siamo esposti a radiazioni di tutti i tipi?

Sicuramente l’ambiente in cui viviamo non è dei più salubri ma che le multinazionali e l’industria alimentare contribuiscano al nostro malessere arricchendo i propri prodotti con “additivi” nocivi potrebbe non piacere a molti consumatori!

Secondo le analisi condotte molti alimenti conterrebbero infatti vere e proprie particelle di metalli pesanti altamente cancerogene, provenienti dal fumo di termovalorizzatori, più comunemente chiamati inceneritori di rifiuti!
Le particelle che assumiamo mangiando un semplicissimo e apparentemente innocuo biscottino, entrano in circolo annidandosi negli organi vitali da dove iniziano la loro invasione colonizzatrice di tessuti, con l’inevitabile risultato di provocare brutte forme di cancro.

Che si tratti di tecnologie ad alta temperatura - che rilasciano polveri di metallo pesante talmente sottili che, respirate, entrano negli organi vitali del nostro corpo, aumentando le possibilità di cancro o di malformazioni riscontrate in organismi presenti nell'ambiente marino costiero per la presenza di metalli pesanti dovuti alla vicinanza di inceneritori o siti industriali importanti poco importa…il risultato è che queste particelle pesanti vanno a sedimentarsi nel nostro organismo.

Tra i prodotti analizzati e risultati “positivi” al test dei metalli pesanti i seguenti alimenti:


  • PANE PANEM

  • CORNETTO SANSON
  • BISCOTTO MARACHELLA SANSON
  • OMOGENEIZZATI PLASMON AL MANZO
  • OMOGENEIZZATI PLASMON AL PROSCIUTTO E VITELLO

  • CACAO IN POLVERE LINDT

  • TORTELLINI FINI

  • HAMBURGER MC DONALDS

  • MOZZARELLA GRANAROLO

  • CHEWING GUM DAYGUM PROTEX PERFETTI

  • INTEGRATORI FORMULA 1 E 2 HERBALIFE

  • PANDORO MOTTA

  • SALATINI TINY ROLD (USA)

  • BISCOTTI OFFELLE BISTEFANI

  • BISCOTTI GALLETTI MULINO BIANCO BARILLA

  • BISCOTTI MACINE MULINO BIANCO BARILLA

  • BISCOTTI GRANETTI MULINO BIANCO BARILLA

  • NASTRINE MULINO BIANCO BARILLA

  • BAULETTO COOP

  • PLUMCAKE GIORLETTO BISCOTTI

  • BISCOTTI RINGO PAVESI

  • PANE CARASAU I GRANAI DI QUI SARDEGNA

  • PANE CIABATTA ESSELUNGA

  • PANE MORBIDO MULINO BIANCO BARILLA

  • PANEANGELI CAMEO

Le aziende non sembrano voler rispondere ai solleciti del Grillo parlante e hanno iniziato anzi pesanti azioni di rappresaglia, precedendo al sequestro delle attrezzature dei ricercatori coinvolti! (v. articolo)

Ingannare i consumatori: trucchi del commercio alimentare

Se la Scheda Nutrizionale Informativa presente nella confezione del prodotto alimentare elenca tutte le sostanze contenute nel prodotto, come possono ingannare i consumatori? Ecco alcuni dei modi più comuni:

Queste le dritte consigliate da Mike Adams per decifrare con successo gli ingredienti delle etichette:
Consigli per leggere gli ingredienti delle tabelle
1) Ricordare che gli ingredienti sono elencati in ordine della loro proporzione nel prodotto. Questo significa che i primi 3 ingredienti contano molto di più di qualsiasi altro. I primi 3 ingredienti sono quello che tu principalmente stai mangiando.
2) Se l’elenco degli ingredienti contiene lunghe parole apparentemente chimiche, che tu non riesci nemmeno a pronunciare, evita l’articolo. Probabilmente contiene vari chimici tossici. Perché vuoi mangiarli? Introduci ingredienti che conosci.
3) Non farti ingannare da fantastici nomi di erbe o altri ingredienti che appaiono molto giù nella lista. Alcuni produttori di alimenti che includono “goji bacche” (bacche di Lycium) verso la fine dell’elenco le usano solo come trovata pubblicitaria da apporre sull’etichetta. La reale quantità di goji bacche (bacche di Lycium) nel prodotto è probabilmente minuscola.
4) Ricorda che l’elenco degli ingredienti non deve elencare inquinanti chimici. I cibi possono essere contaminati con pesticidi, solventi, acrilamidi, PFOA (Acido di Perfluorooctanoic), perclorati (combustibili per razzi) e altri tossici chimici senza l’obbligo di elencarli. Il miglior modo di limitare l’ingestione di tossici chimici è comprare biologico, o cibi freschi poco trattati.
5) Cercare parole come “germogliato” o “naturale” che indica cibi di alta qualità. Chicchi e semi germogliati e sono più sani di quelli non germogliati. Ingredienti naturali sono generalmente più sani di quelli trattati o cotti. I chicchi interi sono più sani di quelli arricchiti.
6) Non fatevi ingannare dalla parola “grano” quando deriva da farina. Tutta la farina derivata dal grano può essere chiamata “farina di grano”, anche se è stata trattata, sbiancata e privata dei suoi nutrimenti. Solo la farina di grano “chicco intero” è il tipo di farina sano. (Molti consumatori, sbagliando, credono che prodotti di “farina di grano” derivino dal chicco intero. Infatti questo è falso. I produttori alimentari ingannano i consumatori con questo trucchetto.
7) Non fatevi ingannare nel credere che i prodotti integrali siano più sani dei prodotti naturali. Lo zucchero bruno è solo una trovata pubblicitaria – è zucchero bianco con colorante marrone e aroma aggiunto. Le uova integrali non sono diverse da quelle bianche (eccetto per il fatto che i loro gusci appaiono bruni). Il pane integrale può non essere più sano del pane bianco, a meno che non sia fatto con chicchi di grano interi. Non fatevi ingannare dai cibi “integrali”. Sono delle trovate pubblicitarie dei giganti della produzione alimentare per ingannare i consumatori nel pagare di più per i prodotti fabbricati da loro.
8) Attenzione all'inganno delle piccole porzioni. I produttori alimentari usano questo trucco per ridurre il numero di calorie, grammi di zucchero o grammi di acidi grassi che i consumatori credono siano contenuti nei prodotti. Molte porzioni sono arbitrarie e non hanno un fondamento reale.
9) Vuoi sapere realmente come acquistare i cibi? Scarica la guida "Honest Food Guide", un onesto rapporto sul cibo che è stato scaricato da oltre 800.000 persone. E’ in sostituzione dell’assai corrotto e manipolato Food Guide Pyramid della USDA (United States Department of Agricolture), che è poco più di un documento di marketing a favore delle fattorie industriali e delle grandi corporazioni dell’alimentare. L’Honest Food Guide è un rapporto nutrizionale indipendente che rivela esattamente cosa mangiare e cosa evitare per migliorare la propria salute.

  • shares
  • +1
  • Mail