Sardegna: la lenta deriva della tassa sul lusso

Tassa soru alla derivaNon si ferma l'alta marea fiscale in Sardegna, sommersa da un'onda di anomala di balzelli sul lusso. ''Ogni buon governante ha il dovere, prima di imporre nuove tasse, di utilizzare bene i soldi dei contribuenti. Noi l'abbiamo fatto, tanto che siamo stati accusati di fare una politica ''lacrime e sangue'', di tagli, risparmi. Abbiamo sistemato i conti della Regione, dimezzato il deficit, abbiamo affrontato il tema dei costi della politica eliminando decine di enti e quasi mille posti di sottogoverno” (v. articolo).

Questo il bilancio abbozzato dal governatore della Sardegna nonché ex-numero uno di Tiscali Renato Soru in riferimento alla tassa sul lusso, che, sostiene con una certa soddisfazione, avrebbe pagato ben la metà dei contribuenti interessati.

In riferimento alla sfiducia palesata in Parlamento sull’amministrazione fiscale della Sardegna e alla conseguente impugnazione del provvedimento commenta sereno il presidente ''Accade spesso che il Governo impugni le leggi delle Regioni: due settimane fa per esempio è stata discussa dalla Corte Costituzionale un'altra impugnativa del precedente Governo Berlusconi sul bilancio della nostra Regione per il 2005. E si è conclusa positivamente per noi''.

I dubbi sulla legittimità dei balzelli che colpiscono le seconde case dei non residenti in Sardegna, gli aerei privati e le imbarcazioni superiori ai 14 metri, erano sorti già nel corso del 2006. In quel caso, il governo aveva proposto delle modifiche, che Soru aveva poi inserito nella Finanziaria 2007 al fine di superare le eccezioni di incostituzionalità. Tutta fatica sprecata e oggi sulla gabella più odiosa del Mediterraneo pende ancora la minaccia della revoca forzata.
Già, perché i correttivi non sono stati sufficienti e a essere contestate sono sia le competenze tra Stato e Regione in materia tributaria, sia il principio di uguaglianza tra i cittadini. In molti infatti avevano gridato alla «tassa patrimoniale», discriminatoria per quanto riguarda il censo e la provenienza geografica (si fanno differenze tra i sardi e chi ha residenza nel Continente).

Per il momento tutto è rimandato alla Corte costituzionale, che si pronuncerà il 18 settembre ma i contribuenti (v. articolo), questo è sicuro dovranno continuare a corrispondere il balzello su seconde case e imbarcazioni oltre i 14 metri.

Con le associazioni contribuenti e i turisti inferociti dall’odioso provvedimento Soru si giustifica così: "Si continuano a definire tasse sul lusso, termine che noi non abbiamo mai usato, nè, ovviamente, incoraggiato, ma in realtà le abbiamo sempre pensate come una forma di contribuzione che chiediamo per portare avanti l’azione di tutela e valorizzazione dei nostri beni ambientali e paesaggistici, a cominciare da quelli più pregiati delle zone costiere, puntando a una reale politica di riequilibrio dello sviluppo nel nostro territorio".

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