IMU: nessuna bocciatura da parte della Commissione Europea

La Commissione europea boccia l’IMU, la Commissione europea non boccia l’IMU. Ieri gran parte della stampa nazionale su web titolava così, poi è arrivata la smentita da Bruxelles con la precisazione del commissario Ue agli Affari sociali, Laszlo Andor.

L’UE non ha per niente bocciato l’imposta sugli immobili di proprietà introdotta dal governo Monti. Il malinteso è nato da una lettura forse un po’ sbrigativa del rapporto “Occupazione e sviluppi sociali in Europa” diffuso ieri dalla Commissione. Andor ha provato a fare chiarezza:

È importante sottolineare che l'analisi del rapporto sull'impatto sulla povertà della tassa sulla proprietà italiana riguarda la situazione del 2006, e non la nuova tassa.

Cioè quando c’era l’ICI, il cui impatto è stato comunque molto lieve secondo il rapporto. In realtà l’IMU è vista dall’Unione Europea come un tentativo, sicuramente migliorabile, di ridurre le diseguaglianze economiche per aumentare l'effetto redistributivo sui redditi.

Per la Commissione europea l’imposta dovrebbe essere modificata in senso più progressivo. Come? Tenendo conto dei valori reali di mercato degli immobili, anziché considerare valori catastali non aggiornati. Il portavoce di Andor ha ricordato che il governo avrebbe voluto agire in questo senso ma il tentativo è stato affossato in Parlamento.

Il governo Monti ha sì stabilito l'aumento del 60% dei valori del reddito catastale ma si tratta di un aumento proporzionale, non progressivo, che perciò non riduce le diseguaglianze di reddito. Per la commissione vanno introdotte deduzioni non basate sul reddito e va migliorata la definizione di residenza principale e secondaria. Un’imposizione calcolata sul valore reale degli immobili sarebbe più equa, avrebbe insomma un effetto redistributivo certamente più efficace.

In generale in Europa secondo la Commissione:


dal punto di vista sociale, l'attuale struttura delle tasse sulla proprietà non è sempre progressiva, mentre la base fiscale di questa imposizione non è stata al passo con il valore delle proprietà.

Nel rapporto l’Italia viene citata come uno dei paesi che con il perdurare della crisi rischia di cadere nella "trappola della povertà", prospettive “cupe” anche per Grecia, Spagna, Malta e Paesi baltici. Per il commissario UE agli Affari sociali:


È improbabile che l'Europa veda molti miglioramenti socioeconomici nel 2013.

Come se ne esce? Per Andor i Paesi del vecchio continente dovrebbero reperire risorse per i necessari investimenti e far funzionare l'economia reale.

Intanto stamattina l’Istat ha reso noto che nei primi 9 mesi del 2012 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è sceso al 3,7%, in miglioramento di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un miglioramento dei saldi, precisa l’Istituto nazionale di statistica, al quale ha contribuito soprattutto l'andamento positivo delle entrate fiscali trainato proprio dall'IMU.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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