Mc Donald’s-Cgil: botta e risposta sullo spot che promette 3000 assunzioni

Continua il botta e risposta tra la Cgil e Mc Donald’s. Oggetto del contendere la campagna pubblicitaria sulla stampa nazionale e lo spot televisivo che promette 3.000 nuove assunzioni nei prossimi 3 anni da parte del colosso della ristorazione fast food, che in tutto il mondo dà lavoro a 438mila persone, in Italia a 16mila.

Secondo il segretario generale della Cgil Susanna Camusso lo spot non racconta la verità:


Noi non siamo contrari alle assunzioni per definizione. Ci va bene che assuma ma sottolineiamo il fatto che lo fa per pochi soldi, per poche ore e in un regime in cui il lavoratore non ha nessun potere.



La Filcams Cgil - categoria dei lavoratori del commercio - nei giorni scorsi con una nota aveva accusato la multinazionale con sede a Chicago di fare sensazionalismo su un tema così delicato come il lavoro, di aver ridotto l’articolo 1 della Costituzione a slogan propagandistico:


"L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro: 3mila nuovi posti li mettiamo noi".

Per la Filcams:


Mc Donald's è una di quelle rare multinazionali della ristorazione commerciale/veloce ad essersi sistematicamente sottratta al confronto relativo al contratto integrativo aziendale. Ad oggi le relazioni sindacali a livello nazionale sono pressoché inesistenti, né elementi di conforto pervengono a livello territoriale.

L’amministratore delegato di Mc Donald’s Italia Roberto Masi rivendica la stabilità dei contratti di lavoro e l'alta mobilità sociale all'interno del gruppo. Ma è proprio la qualità del lavoro a preoccupare la Cgil. Dice Fabrizio Russo della Filcams al Corriere della Sera:


l'80% dei lavoratori, non certo per scelta, ha un contratto a tempo parziale di poche ore settimanali, con il sistematico obbligo di prestare servizio in orario notturno e domenicale/festivo. Soprattutto l'azienda ha sempre rifiutato ogni confronto, nonostante sia una realtà molto sindacalizzata.

Pronta la replica di Masi:

Circa il 70% dei dipendenti ha un contratto part-time perché siamo costretti da sindacati come la Cgil. Rifiutano qualunque tipo di contratto spalmato su più ore, in base anche ai nostri picchi lavorativi del pranzo e della cena. Così per avere flessibilità organizzativa siamo costretti a ricorrere a forme contrattuali a tempo parziale.

Per l’ad:


La Cgil è antistorica, fuori dal presente. Si dovrebbe dare una modernizzata, è troppo radicata sulle posizioni storiche. Dovrebbe lavorare più vicino alle aziende per capire le loro esigenze per creare più occupazione, non per generare timore nel proteggersi.

Masi martedì, ai microfoni di Radio24, ha spiegato che sarebbe stato gradito un atteggiamento più lungimirante da parte del maggiore sindacato italiano:



come ad esempio: entriamo a bordo, saliamo a bordo e vediamo come gestire al meglio quelle 3mila assunzioni.

Se qualcuno fa un passo indietro, forse quanto auspicato dall’ad è ancora possibile, migliaia di nuovi posti di lavoro di questi tempi non sembrano materia sulla quale dividersi e fare polemiche a prescindere.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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