Case popolari, la via crucis dell' "equo canone"

Equo canone Case popolari dai costi impopolari e dalle lunghe liste d’attesa. Certo il pendolo degli affitti oscilla da regione a regione decretando la Campania la più economica, con canoni medi da 42,12 euro al mese per un alloggio a Napoli. Non altrettanto conveniente la casa popolare di Bolzano che costa in media 160 Euro alle famiglie.

Casa popolare, conto economico

A fare luce sul pianeta degli Istituti autonomi per le case popolari (o ex Iacp) è la relazione della Corte dei conti (v. articolo) elaborata sulla base dei risultati delle indagini in materia di Edilizia residenziale pubblica (Erp) svolte dalle singole sezioni regionali di controllo della stessa Corte. Un pianeta che conta 518.661 alloggi di proprietà e 628.408 in gestione esercitata dagli Iacp, di cui circa un quinto fanno capo alla Lombardia (rispettivamente 101.648 e 114.501 alloggi).

Se in Campania si pagano tra i 41 e i 47 euro mensili, a Bari, la cifra sale a 58,70 euro. Prezzi calmierati per città come Roma e Milano, con canoni medi degli Iacp rispettivamente pari a 86,27 euro e 87,50 euro. Seguono Venezia (96,50 euro) e Bologna (116,00 euro).

Guardando ai canoni minimi, quelli cioé applicati alle famiglie economicamente più deboli, le cifre oscillano dai 6,41 euro di Milano e i 7,75 euro di Roma ai 16,60 di Napoli sino ai 26,00 euro di Palermo; a Bolzano e Campobasso gli affitti sono gratuiti per gli utenti privi di reddito.

Un quadro di illegalità e sommerso a tinte fosche quello tratteggiato sui dati del 2003 da cui emerge un abusivismo diffuso con picchi in Campania e Sicilia.

Morosità

Sebbene si tratti della soluzione abitativa più conveniente, l’alto livello di morosità dei conduttori la dice lunga sulle finanze delle famiglie italiane che oltre ad un crescente ricorso al credito al consumo si dimostrano insolventi anche sull’abitazione.
In Campania, nel solo triennio 2001-2003, viene individuata una morosità in capo agli Iacp di oltre 22,9 milioni di euro "che determina - viene rilevato - una morosità ad alloggio gestito di 341,98 euro". In Sicilia, la cifra schizza, nello stesso periodo di riferimento, a più di 66,9 milioni di euro (il dato non comprende gli Iacp di Messina ed Enna); nel Lazio raggiunge quota 70,8 milioni di euro.

Non va meglio sul fronte delle occupazioni abusive. "Intenso", dice la Corte dei conti, è il fenomeno registrato in Campania, dove l'occupazione senza alcun titolo interessa 9.107 alloggi di proprietà degli Iacp, pari al 13,59% degli alloggi in gestione; riguarda, invece, 8.793 case di proprietà dei comuni, ossia il 32,91% degli alloggi da loro gestiti. "Quest'ultimo dato - afferma la Corte dei conti - è massimamente influenzato dalle risultanze registrate in ordine al comune di Napoli (8.640 occupazioni senza titolo)". Sulla stessa linea l'andamento del fenomeno in Sicilia, dove, anzi, la percentuale degli alloggi di Erp occupati illegalmente sale al 14,39% rispetto al totale del patrimonio gestito. Tale abusivismo tocca il 6,73% nel Lazio, il 7,97% in Puglia e il 2,20 in Sardegna. Virtuose (con percentuali tra lo 0 e il 2%), invece, le altre regioni su cui si è concentrata l'indagine.

Cessioni

Nel panorama degli Iacp rientra, infine, il discorso delle cessioni: 71.404 alloggi in 10 anni (dal 1994 al 2003). Il prezzo medio di vendita, nel 2003, è andato dai 15.000 euro di Palermo ai 60.000 mila euro di Trieste. Per il solo Friuli Venezia Giulia, i ricavi sono stati 76,7 milioni di euro. "Cifre assolutamente fuori mercato", sottolinea il presidente dell'Ater Roma, Luca Petrucci: "Siamo costretti - aggiunge - a registrare vendite di immobili di pregio a prezzi che sfiorano il ridicolo".


Domanda di case popolari

Per ottenere una casa popolare occorre fare domanda al Comune. La richiesta dovrà contenere generalità, livello di reddito del nucleo familiare e numero dei componenti, in merito a cui il comune stipulerà una graduatoria degli aventi diritto.

Il costo dell'affitto ha un canone equo basato sul reddito e varia anche dalla grandezza della casa e in minima parte dalla zona in cui si trova la casa con costi che variano ad ogni modo da regione a regione.

Va, preliminarmente, chiarito che l’IACP non provvede all’assegnazione di alloggi ERP. Essa avviene, invece, attraverso la partecipazione ad un bando pubblico indetto da ogni singolo Comune. Il requisito principale che consente la partecipazione all’assegnazione da parte dei cittadini è la residenza nel comprensorio ove viene emesso il bando, ovvero lo svolgimento di attività lavorativa prevalente, nonché il possesso di un reddito complessivo della famiglia non superiore ai limiti fissati periodicamente dalla singola regione (cosiddetto reddito convenzionale). Successivamente, il Comune procede all’istruttoria delle domande e le trasmette all’apposita Commissione Assegnazione Alloggi che attribuisce i punteggi e redige la graduatoria definitiva che viene, poi, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.

Gli esclusi sono iscritti in un elenco e hanno 30 giorni di tempo per presentare ricorso. Sul punteggio influiscono una serie di situazioni di disagio, quali sentenza esecutiva di sfratto, sovraffollamento, scadente stato di manutenzione e conservazione dell’alloggio in cui il richiedente abita, invalidità con percentuale al di sopra del 67%.

Una volta ottenuto l’alloggio di edilizia popolare si dovrà presentare ogni 2 anni un modello di autocertificazione del reddito e della numerosità del nucleo familiare, soggetto a verifica presso l’amministrazione tributaria. La sua mancata presentazione comporta l’applicazione del canone massimo previsto per l’alloggio che si occupa e l’avvio della procedura per la decadenza dall’assegnazione, per il locatario, o il rigetto dell’istanza, per l’occupante in attesa di regolarizzazione. Nel modello vanno dichiarati tutti i componenti occupanti l’alloggio, siano essi percettori o meno di reddito, riportando - per ciascuno - i dati anagrafici e, in particolare, il codice fiscale.

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