Auto sponsorizzata, rendita assicurata!

Sponsor auto Possessivi e molto gelosi, gli italiani trattano la propria auto come una dama, dedicandole attenzione ed amorevoli cure. Certamente l’attaccamento al bene di proprietà non favorisce alcune economiche quanto ecologiche pratiche di car sharing. Dove non arrivano le barriere culturali intervengono le leggi ed i divieti ad ostacolare il risparmio auto. La sponsorizzazione della propria vettura, vera e propria tendenza negli States, non è infatti praticabile nel nostro paese, nonostante i guadagni fruibili, per legge.

L’idea nasce, come di consuetudine per il settore del marketing, oltre oceano, dove con il free-car, si ha la possibilità di usare o entrare in possesso di un'automobile gratuitamente. Solo, però se si è disposti a trasformarne le lamiere in cartelloni pubblicitari viaggianti. Ma in Italia non si può.
Vi ricordate l’uomo sanwdwich che passeggiava per le strade della città intorno agli anni sessanta? Adesso potrebbe usare la macchina.

Battezzata “moving advertiser”, la pratica di trasformare la propria auto in mezzo per la reclame faceva guadagnare fino a qualche anno fa tra i 500 e gli 800 Dollari mensili ai fortunati ed intraprendenti proprietari dei veicoli circolanti. Non importa che sia di lusso o che sia un’utilitaria. Quello che conta è che sia “esibita” il più possibile sulla strada.

L’idea non è dunque del tutto nuova, e in qualche caso abbiamo già incontrato nelle nostre città delle auto trasformate in cartelloni pubblicitari. Hanno cominciato, infatti, i taxisti e sull'onda del successo registrato in altri settori (dal free access in Internet alle telefonate gratis con messaggio pubblicitario alla risposta) il passo successivo sono stati gli automobilisti privati.

Una strategia di enorme impatto quella adottata dai pubblicisti americani che riescono, affidandosi alle 4 ruote, a totalizzare 70 mila esposizioni al giorno.

Tramite una nuova tecnologia realizzata nel 1993 dalla 3M, che permette di trasferire ogni tipo di immagine su una sottilissima pellicola adesiva in vinile, le agenzie pubblicitarie americane hanno potuto reclutare un piccolo esercito di automobilisti e utilizzare le loro vetture come cartelloni pubblicitari. Certo, non tutti sono disposti a circolare come dei poster semoventi, ma l’idea potrebbe veramente funzionare.

Tutt’altro discorso in Italia, dove le opportunità di guadagno sulla pubblicità altrui si azzerano per precise disposizioni normative. La legge infatti impedisce l'uso di una vettura privata per pubblicizzare prodotti che non appartengano al proprietario. Sappiate che tutte le Smart "sandwich" che si vedono circolare oggi appartengono all'azienda di cui fanno pubblicità.

In tutta Europa solo la Francia sembra aver accolto con favore la tecnica pubblicitaria su strada. Se la Free Car Media offriva fino ad 800 Dollari agli automobilisti americani, la francese LibertyDrive infatti ha offerto 300 Smart agghindate con messaggi pubblicitari ad altrettanti automobilisti.
Il tutto per un franco al mese e a una precisa condizione: per sei anni dovranno percorrere almeno 700 km al mese in centri urbani di oltre 30 mila abitanti. Dovranno inoltre provvedere a mantenerla in ordine e pulita, e possibilmente evitare di "farla sonnecchiare" in un garage, in modo che la pubblicità venga "vista" il più possibile. Se verranno rispettate queste condizioni, l'auto sarà loro. Spese di carburante e di assicurazione sono a carico del cliente mentre la LibertyDrive provvederà a tutto il resto (v. articolo).

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