Juncker: serve il salario minimo per l'Eurozona

L’Euro non ha avuto nessun impatto positivo sugli squilibri sociali, come pure ci si aspettava, e il tasso di disoccupazione in Europa è ormai a livelli drammatici. Non usa mezzi termini il presidente, uscente, dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker. Davanti al parlamento europeo cita Karl Marx e chiede il salario minimo garantito per l’Eurozona.

Un problema fin troppo sottovalutato quello del lavoro, i disoccupati nell'Eurozona secondo Eurostat sono arrivati a quota 18,8 milioni. Bisogna ritrovare - ha detto Juncker - la dimensione sociale dell’unione economica e monetaria e in questo senso una delle misure necessarie è appunto il salario minimo europeo in tutti gli Stati dell'area euro:

"altrimenti perderemmo credibilità e approvazione della classe operaia, per dirla con Marx. I tempi che viviamo sono difficili, non dobbiamo dare all'opinione pubblica l'impressione che il peggio sia alle nostre spalle perché ci sono ancora cose da fare molto difficili". 



Per l'ex segretario della Cgil, l'europarlamentare del Pd, Sergio Cofferati:

''Era ora. Anche una persona autorevole come il presidente Juncker, un conservatore evidentemente sensibile, si è reso conto dell'utilità della proposta che i progressisti nel Parlamento europeo sostengono da tempo per l'introduzione di un reddito minimo nei paesi europei. È uno degli strumenti con i quali si possono contrastare efficacemente alcuni degli effetti della crisi, in particolare la povertà".

Secondo il presidente della Bce Mario Draghi l’alta disoccupazione giovanile nell'Eurozona:


"è legata a un mercato del lavoro duale dove i giovani hanno scarse tutele mentre i vecchi, gli altri, ne hanno molte, quindi la disoccupazione si concentra sulla parte giovane della popolazione".

L’ex numero uno di Bankitalia invita i governi europei:

“a proseguire con le riforme del mercato del lavoro e dei servizi, in modo da aumentare la competitività e stimolare la crescita del Pil e dell'occupazione".

L’indicazione di Juncker di una politica comune europea sul salario minimo cadrà nel vuoto? In Spagna la disciplina del salario minimo - soglia paga base oraria corrisposta dai datori di lavoro a impiegati e operai - è contenuta nello statuto dei lavoratori (sono 600 euro lordi al mese), in Francia lo Smic c’è dal 1950 (1350 euro lordi mensili). In Germania, Austria, così come nel nostro Paese, non c'è una legge a stabilire il salario minimo che eventualmente può scaturire dalla libera contrattazione tra le parti sociali.

Su Polisblog trovate in dettaglio a quanto ammonta il salario minimo in ciascuno dei paesi dell'Ue che lo adottano. Con la riforma del lavoro del ministro Elsa Fornero è stato introdotto un salario minimo per i lavoratori con contratto a progetto.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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