Obbligo scolastico a 16 anni: anche l’ignoranza ha un costo!

Mirko Baricchi Mamma scuola posticipa l’indipendenza dei suoi scolaretti trattenendoli sui sudati banchi fino ai 16 anni per un percorso di studi di durata decennale (v. articolo). Questa la grande novità che apre il nuovo anno accademico 2007.
Questa la strada tracciata dal nuovo Regolamento sull'obbligo scolastico (Decreto n.139 del 22 agosto 2007), pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 202 di venerdì 31 agosto 2007, Serie generale).

Si tratta di un provvedimento ancora in fase di sperimentazione, che concederà tempo fino al 2009 a scuole e insegnanti per adeguare programmi e strutture al nuovo modello di istruzione all’italiana.

La vera differenza tra l'obbligo voluto da Fioroni e il modello Moratti sta nel fatto che per Fioroni il percorso si deve completare tutto all'interno delle scuole, fino ai 16 anni. Mentre la Moratti prevedeva la possibilità di scegliere tra istruzione e formazione professionale già a partire dai 14 anni. Si tratta di un cambiamento attenuato dalla possibilità (anch'essa transitoria), concessa ai ragazzi, di potersi comunque iscrivere ai corsi triennali regionali di istruzione e formazione professionale promossi dalle Regioni e già contemplati dalla riforma Moratti.

Attuazione

Entrato in vigore dall'1 settembre 2007 il regolamento deve essere adottato nel biennio iniziale di tutte le scuole superiori. Si realizza, dalla fine del primo ciclo (ex scuola media), nel biennio iniziale della scuola superiore e, in via transitoria, nei corsi triennali di istruzione e formazione professionale. Coinvolge i ragazzi che hanno conseguito la licenza media lo scorso mese di giugno.

L'adempimento dell'obbligo è finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale entro il 18° anno di età anche se nella sua fase sperimentale non prevede né un biennio unico né un biennio unitario. L'ordinamento della scuola superiore rimane, per ora, immutato.

Ciascun indirizzo di studio conserverà i propri curricola ma bisognerà garantire a tutti, all'interno del piano di studi vigente, dei saperi e delle competenze che assicurino l'equivalenza formativa di tutti i percorsi, nel rispetto dell'identità dell'offerta formativa e degli obiettivi che caratterizzano i curricoli dei diversi ordini, tipi e indirizzi di studio. Non è prevista, quindi, una riforma degli ordinamenti ma il recepimento dei saperi individuati in un documento allegato al Regolamento. In altri termini, i vari indirizzi di studio resteranno immutati e si continueranno a insegnare le vecchie discipline; le scuole avranno il compito di implementare, ciascuna nel proprio contesto ordinamentale, i saperi e le competenze indicate dal Regolamento.

Sanzioni

Fatta la legge trovato l’inganno … difficile se non irrealizzabile infatti il controllo sulla frequenza scolastica dei ragazzi. Molte regioni non sono ancora dotate di banche dati centralizzate per l’incrocio dei dati anagrafici e la tracciabilità del percorso formativo dei giovani scolari. Ai genitori che non garantiscano ai propri figli un’istruzione elementare viene impartita una sanzione simbolica di 30 Euro (Art. 731 del C.P).
Certo il costo dell’ignoranza delle nuove generazioni è ben più alto di una piccola sanzione amministrativa, si tratta di esporre giovani individui a potenziale emarginazione se non vera e propria devianza! A tal proposito la ONLUS Nuove Frontiere ha indetto una petizione popolare per i diritti dei minori con cui intende istituire pene più severe (condannare al carcere se non addirittura privare della patria potestà) i genitori causa prima dell’evasione scolastica dei figli.

  • shares
  • +1
  • Mail