Crisi: per l’86% degli italiani il 2013 sarà peggiore del 2012

Nel 2012 il 41% degli italiani non è riuscito ad arrivare alla fine del mese con quanto percepito in busta paga e con i redditi familiari, l'86% è stato invece costretto a ridurre le spese. Due anni fa il 72% del campione dichiarava di riuscire a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest'anno ci è riuscito solo il 59%.

Sono i dati forniti da un sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell'Italia per il 2013. Prospettive che non promettono nulla di buono, se quasi nove connazionali su dieci sono convinti che il nuovo anno non porterà in dote nessun miglioramento della situazione economica dell’Italia, che anzi peggiorerà.

Solo il 16% degli italiani pensa invece positivo (erano il 32% l‘anno scorso) e vuole intravedere l’uscita dal tunnel della crisi in cui è precipitata l’economia del Bel Paese, il cui stato di salute è per il 36% inadeguato, per il 51% pessimo. Soltanto il 13% degli italiani non considera un malato terminale la nostra economia (+3% sull’anno scorso) giudicandola discreta, per il 2% è addirittura buona (-1% sull’anno precedente). I più ottimisti sono i giovani sotto i 24 anni (22,9%) e chi abita nelle Isole (22,2%).

I pessimisti arrivano al 44% del campione generale, dal 30% dell’anno scorso; per il 40% degli italiani invece la situazione resterà la stessa del 2012, con i valori massimi registrati ancora nella fascia d’età tra 18 e 24 anni, con un picco del 42,9%.

Lo stato dell’economia non può che riflettersi sulla situazione finanziaria personale e familiare e anche qui la stragrande maggioranza degli italiani vede nero: per l’86% degli intervistati non ci saranno miglioramenti, per il 52% la situazione rimarrà la stessa (+5% sull’anno scorso). A rimanere ancora ottimisti il 14% dei concittadini, erano il 17% un anno fa. I pessimisti in generale calano dal 36% al 34%.

Il lavoro è la prima preoccupazione per la maggioranza degli italiani; secondo il 59% il nuovo governo dovrà mettere la questione occupazionale in cima alla sua agenda. Nell’anno trascorso il 14% delle famiglie italiane ha dovuto affrontare la perdita del posto di lavoro, il 6% la cassa integrazione di uno dei suoi componenti. Immediatamente dopo gli italiani auspicano una riduzione delle tasse (23%) e dei costi della politica (23%).

E in tema di lavoro, quindi di prospettive per il futuro, dal Rapporto 2012 sulla sicurezza in Italia ed Europa - coordinato dal sociologo Ilvo Diamanti e realizzato da Unipolis, Demos&Pi e osservatorio di Pavia - la questione insicurezza emerge in tutta la sua drammaticità: il 79% degli italiani si sente insicuro dal punto di vista economico, per il 40% la paura del futuro invade ogni aspetto della propria vita.

Foto © TMNews

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