La Toscana inaugura il vademecum delle tariffe sociali

Tariffe sociali energia Un capitolo importante nella storia della contrattazione sociale sui servizi pubblici locali della regione. Si tratta di un vademecum co-siglato da Adiconsum e Cisl Toscana per diffondere l’informazione delle famiglie su sgravi e sconti fiscali, sulle riduzioni su acqua, raccolta e smaltimento dei rifiuti, fornitura di gas, energia elettrica e trasporti per chi ha un reddito basso e vive particolari situazioni di difficoltà (v. articolo).

Il vademecum riassume e spiega il sistema tariffario nazionale e toscano , evidenziando le normative esistenti , i soggetti titolari delle decisioni in materia, i soggetti sindacali titolari della contrattazione e gli spazi di negoziazione sulle tariffe e su quelle sociali. Si tratta dunque di uno strumento indirizzato a sostenere l'attività di contrattazione sindacale e che verrà reso disponibile on line anche ai cittadini toscani che vorranno usufruirne, sul sito www.cisltoscana.it.

Il complesso delle tariffe incide infatti sui redditi delle famiglie per importi che oscillano fra il 4% per i redditi medio-alti ed il 10% per quelli inferiori . Il 4,5% della popolazione toscana (circa 175.000 persone) vive con redditi vicini od inferiori al riconosciuto indicatore della soglia di povertà . Si aggiungono a questo quadro gli annunci di ulteriori rincari che, legittimamente, creano scontento e preoccupazione nelle famiglie toscane.

Cosa si intende per tariffe sociali

Acqua, gas, elettricità, smaltimento rifiuti e telefono, riguardano tutti i servizi pubblici locali gli sconti tariffari previsti per legge per le famiglie “disagiate”. Servizi di importanza vitale a cui le autorità garantiscono la equa e democratica accessibilità.

Le tariffe sociali sono di solito riservate ai cittadini che possono documentare particolari condizioni di indigenza economica o condizioni di salute molto gravi o condizioni ambientali che giustifichino una diversità di trattamento rispetto alla generalità dei consumatori.

Normalmente le tariffe sociali sono definite sulla base di norme nazionali o locali e di deliberazioni delle Autorità di Regolazione.
Non esiste un criterio generale applicabile per tutti i servizi pubblici e nemmeno una uniformità territoriale di tali tariffe, proprio per tenere conto delle diverse realtà locali e ambientali. E’ per questo che per ciascun tipo di servizio le norme stabiliscono le caratteristiche ed i limiti di applicazione di tali tariffe.

I consumatori che ritengono di avere i requisiti per l’applicazione di questi benefici debbono farne domanda ai soggetti erogatori del servizio e produrre la documentazione attestante il possesso di requisiti stessi.

Delle liberalizzazioni e di altri demoni

Un flop colossale più o meno atteso quello delle liberalizzazioni del mercato energetico determinato dalla fisiologica posizione dominante di alcuni operatori. Ci vorrà ancora tempo per documentare effettivi risparmi in bolletta ricorrendo a nuovi operatori, appesantiti dai costi di ingresso sul mercato.

Nel mercato libero infatti le imprese di vendita al dettaglio acquistano l’energia elettrica all’ingrosso per venderla ai propri clienti, inviano le bollette per il pagamento del servizio e garantiscono ai clienti le prestazioni commerciali indicate nel contratto.
Il distributore, da parte sua, continua ad assicurare che il trasporto dell’energia sulla rete avvenga con continuità ed efficienza fino al contatore incluso e interviene in caso di guasto sugli impianti che portano l’energia alle case.

Usciti dal 1° luglio dal vecchio sistema delle tariffe si è passati alle bollette calcolate sommando prezzi e tariffe. Il prezzo dell’energia viene ora determinato liberamente dal mercato, tramite le offerte delle diverse società di vendita. Restano invece soggetti a tariffe dell’Autorità le altre voci: i servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia (che necessitano di infrastrutture e non possono essere messi in concorrenza) e gli oneri generali di sistema già citati. La nuova bolletta, dunque, sarà composta, oltre che dalle imposte, da un prezzo (dell’energia) e una tariffa (per i servizi legati a infrastrutture).

Il futuro delle tariffe energetiche

La definizione di nuove agevolazioni sociali per i clienti domestici si rende necessaria perché nell’attuale sistema, con la tariffa D2, se si consuma poco, si paga l’energia elettrica meno del suo costo; invece, se si consuma molto, o se si ha la tariffa, si paga molto di più per sussidiare gli altri. Il sussidio attuale, quindi, non è legato ad alcun criterio di necessità o di condizione sociale, bensì ai soli consumi (v. comunicato).

La riforma di questo meccanismo di sussidi incrociati, è allo studio e sarà possibile non appena il Governo avrà indicato i criteri necessari per definire una nuova e migliore protezione sociale, individuando le categorie più bisognose (bassi livelli di reddito, famiglie numerose, malati che necessitano di apparecchiature energivore). Per motivi di gradualità di impatto sulla clientela, i sussidi incrociati saranno ancora presenti dopo il 1° luglio, trasferiti però sulle voci soggette a tariffa. Da parte sua l’Autorità ha proposto un meccanismo di “sconti” da applicare a qualsiasi proposta commerciale che anche i consumatori “bisognosi” vogliano liberamente scegliere per soddisfare al meglio le proprie esigenze.

Intanto dal Ministero dello Sviluppo Economico fanno sapere che l'atteso provvedimento per la definizione delle fasce sociali che avranno diritto ad agevolazioni in bolletta sarà pronto a ottobre.

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