Scuola italiana? Bocciatura senza appello

Scuola italiana Tra l’incudine e il martello la scuola italiana non sembra ancora aver trovato la terza via necessaria a sanare l’amletico dilemma tra qualità dell’istruzione e budget. Risultato: a detta dell’Ocse il nostro sistema di istruzione è uno dei più scadenti in Europa, costa molto allo stato e rende poco in termini qualitativi.

Bocciato da istituzioni e genitori ad inizio anno accademico il Ministro Fioroni, tacciato di aver aggravato considerevolmente i non facili problemi della scuola nostrana.

Rapporto OCSE

In Italia la spessa annuale per gli studenti della scuola primaria e secondaria e' decisamente superiore alla media Ocse (v. articolo), raggiungendo i 7.390 dollari per persona per la primaria e 7.843 dollari per la secondaria contro 5.832 e 7.276 dollari rispettivamente. Pertanto, calcola l'Ocse, l'Italia investe 99.778 dollari a studente per gli studi primari e secondari, ponendosi all'ottavo posto tra i 30 Paesi dell'Organizzazione e il 22% oltre la media Ocse (81.485 dollari). La maggiore parte delle risorse nella scuola primaria e secondaria - sottolinea il rapporto - viene spesa nel "fornire lunghe ore di istruzione in classi che hanno un rapporto studenti/insegnanti" tra i piu' bassi dell'area ocse (secondo solo all'Ungheria).

Dal punto di vista degli insegnanti

Visto dalla parte della cattedra, il quadro non e' migliore. Continuano ad essere bassi i salari degli insegnanti in base agli standard Ocse: nella secondaria di primo grado (la ex-scuola media) un professore con 15 anni di esperienza guadagnava 31.917 dollari l'anno nel 2005 contro 40.322 dollari della media Ocse. In media gli stipendi sono del 20% inferiori alla media e ci vogliono 35 anni per un insegnante italiano per raggiungere il top del salario contro i 24 anni degli altri Paesi. In parte questo e' compensato dal numero di ore di lavoro relativamente basso: 735 ore nella scuola primaria e 601 nella scuola secondaria di primo grado (ex-scuola media) contro 803 e 797 rispettivamente.

Genitori insoddisfatti

La critica si assomma ad un malcontento popolare già diffusamente radicato per l’indifferenza in cui sono stati relegati gli insegnanti di sostegno e i problemi di integrazione di giovani stranieri e disabili. Nell’anno scolastico 2006-2007 i docenti erano più di 80 mila per 168.887 ragazzi disabili. Questi ultimi, alla riapertura del 2007-2008 sono diventati 169.345, ma gli insegnanti di sostegno sono, ad oggi, poco più di 68 mila. Come saranno colmati i 12 mila posti mancanti? Questi calcoli sono stati divulgati dalla Cisl scuola, il cui segretario Francesco Scrima dice: «Anche se è ancora presto per avere i dati definitivi, è scandaloso tagliare sui diritti di questi ragazzi con problemi».

Rimane il fatto che a fronte di un servizio pedagogico inconsistente le famiglie italiane continuano a spendere 700 Euro di media per l’istruzione media superiore dei propri figli con un aumento annuo stimato del 5%. Per risparmiare qualche palliativo governativo c’è, incentivi per le famiglie “disagiate” che però, secondo quanto riportato dall’Ocse, non mette i ragazzi svantaggiati di raggiungere livelli di istruzione superiore. Poca tutela ai più deboli dunque.

  • shares
  • Mail