Affitti: anche la periferia costa troppo

Affitti tropo cari. E' questa la notizia che in questi giorni sta mettendo in crisi milioni di italiani che si vedono costretti a pagare cifre molto alte per l’affitto di una casa, talmente alte che a volte richiedono più della metà dello stipendio.
Da un’ indagine condotta dai Sindacati degli inquilini, Sunia, Sicet, e Uniat Uil, emerge che la media dei costi per un alloggio di 80 mq si aggira intorno agli 800 euro al mese ovvero quasi quattro quinti dello stipendio e già cominciano le polemiche.
Poveri italiani dunque! Ecco il perchè: praticamente per affittare un alloggio di 80 metri quadri occorre più del più del 50% del reddito medio. Il quotidiano City del 20 settembre del corrente mese, fa sapere che il prezzo mensile per un appartamento in periferia a Milano è di 980 euro, quello per un alloggio a Firenze è di 996 e di 920 a Roma. Si scende un pochino se si opta per un appartamento lontano dal centro a Bari dove il costo si aggira intorno a 502 euro mentre a Milano, in zona centrale l’affitto per un locale si aggira intorno ai 2000 euro mensili per una grandezza di 80 mq.

Ovviamente siamo alle solite: chi ci rimette? La domanda ha una risposta più che scontata: ci rimettono coloro che appartengono alle fasce di reddito basse o medio- basse. In particolare: per chi ha un reddito di 30 mila euro l’anno significa che il pagamento dell’affitto gli richiede il 20% del suo guadagno per una casa a Bari ma diventa il 40% per una casa a Firenze. Le cose peggiorano se il reddito annuo è di 15 mila euro in quanto in questo caso il costo dell’alloggio richiede il 74% del guadagno per un affitto a Roma, il 78% a Milano e ben l’80% a Firenze.

Senza dubbio, dunque, quello degli affitti si vive proprio come un problema: la carenza di un’offerta di abitazioni in affitto a prezzi modici, spinge gli italiani al desiderio di comprarsi l’appartamento pur di accedere alla proprietà privata con il risultato però di indebitamento. Il Censis del 2006 ha stimato in circa 3 milioni i nuovi proprietari dal 2001 che hanno alimentato un volume di compravendite mai raggiunto in precedenza. Nel nostro Paese i prezzi di mercato degli affitti sono cresciuti negli ultimi anni in maniera considerevole, in modo particolare nelle grandi aree urbane. Se si considera il periodo 1999-2006 si può notare che nei primi quattro anni (1999-2002) i prezzi delle case in affitto sono saliti del 62%, mentre nei quattro anni successivi (2003-2006) si è registrata una fase di rallentamento (13,4% nelle città con meno di 250.000 abitanti, 18,6% nelle grandi città) ma nelle grandi città i canoni di mercato sono continuati a salire in misura più rilevante anche negli ultimi quattro anni determinando un incremento complessivo del 128%.

Insomma, nelle grandi città anche abitare in periferia costa troppo e un nucleo familiare di tre componenti con un reddito medio di circa 1200 euro mensili veramente arriva a fine mese con l’acqua alla gola, come si suol dire, e con mille sacrifici. Prospettive per il futuro? Permettetemi un pò di ironia: speriamo nella lotteria!

Per quanto riguarda i dati: fonte S.u.n.i.a.

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