Pensioni invalidi: marcia indietro dell’INPS sulla circolare 149

Sui nuovi limiti di reddito delle pensioni per gli invalidi civili totali l’Inps è tornata sui suoi passi. Ne dà notizia la Cgil. Il discusso cambiamento, che aveva suscitato le proteste delle associazioni degli invalidi e dei sindacati, derivava dalla circolare Inps 149 del 28 dicembre 2012 che basandosi su una sentenza della Cassazione del febbraio 2011 stabiliva che dal 2013 il nuovo tetto di 16.127,30 euro l’anno andava calcolato sulla base del reddito del richiedente e di quello del coniuge, quindi la nuova soglia da personale diventava coniugale. Ecco la circolare in cui si legge della marcia indietro dell’Inps, firmata dal direttore generale Mauro Nori:

«in attesa della preannunziata nota ministeriale a chiarimento della complessa materia dei limiti reddituali delle pensioni di inabilità civile e in considerazione di una interpretazione costituzionalmente orientata degli articoli 12 e 13 della legge 118/1971 si ritiene di non modificare l’orientamento amministrativo assunto a suo tempo dal ministero dell’Interno e successivamente confermato nel tempo da questo istituto».


La circolare 149 dell’INPS faceva leva sul nuovo orientamento della Corte di Cassazione, ma il ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva comunque bloccato tutto, avviando il 7 gennaio un’istruttoria sulla circolare, che era di fatto congelata. Dal ministero riconoscevano che la circolare 149 avrebbe reso:

molto più difficile l’accesso al beneficio. La circolare ha comprensibilmente creato forte preoccupazione sociale in quanto il nuovo indirizzo si pone in antitesi con quanto operato negli ultimi trent’anni, in coerenza con i pronunciamenti della stessa Corte di Cassazione degli anni precedenti. La Corte, peraltro, pone in evidenza l’esistenza di normative diverse per le prestazioni riservate agli inabili totali e parziali.

Il problema per il ministro Fornero andava:

affrontato in modo organico e socialmente equo attraverso un intervento normativo

Ma a causa dello scioglimento anticipato delle Camere questo era impossibile per cui ecco l’istruttoria che pur nel rispetto dell’autonomia dell’Istituto nazionale di previdenza sociale mirava alla valutazione:


di tutti gli aspetti giuridici, di merito e di equità connessi all’applicazione della nuova soglia reddituale almeno fino al completamento dell’istruttoria stessa (incluse le implicazioni relative alle erogazioni effettuate in aderenza al precedente orientamento giurisprudenziale).

Nei giorni scorsi i sindacati avevano chiesto a gran voce il ritiro di una circolare che se fosse stata applicata avrebbe avuto un effetto sociale devastante. La 149 rischiava infatti di avere come conseguenza il rigetto di migliaia e migliaia della 85mila domande presentate per il 2013 perché il reddito della persona invalida totale sommato a quello del proprio coniuge superava la soglia dei 1.200 euro mensili.

Foto © TMNews

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