Se sponsorizzato il traffico telefonico è regalato!

Messaggi sponsorizzati Chiamare gratis da oggi si può, quantomeno in Gran Bretagna! Si chiama Blyk il nuovo operatore di telefonia cellulare che permette di mandare 217 messaggi e fare 43 minuti di chiamate nazionali a costo zero ogni mese. Qual è il trucco? Accondiscendere a diventare un bersaglio degli spot multimediali (fino a 6 al giorno) sul proprio cellulare. Il servizio non necessita di dispositivi particolari, basta un cellulare che supporti gli mms.
(v. articolo).

Atteso a breve anche negli altri paesi europei l’accordo sarà rimodulato sulle esigenze dei clienti. Se la Gran Bretagna ha optato per un pubblico giovane di ragazzi tra i 16 e i 24 anni, particolarmente influenzabili dalla pubblicità naturalmente, in Italia non si può ancora dire quali saranno gli esiti degli accordi con gli operatori nazionali.

Blyk si appoggia alla rete di Orange nel Regno Unito, essendo un operatore mobile virtuale- un tipo di gestore molto diffuso in Gran Bretagna e appena inaugurato in Italia (con Coop e Carrefour). Se quindi Blyk si accorderà con un operatore mobile italiano, potrà arrivare anche da noi.

L’iniziativa non è certo un unicum nel panorama dinamico dell’advertising, già fittamente popolato di iniziative innovative. Il punto è che Blyk si inserisce in un fenomeno emergente. Crede nella pubblicità su cellulare anche Google: solo qualche giorno fa ha lanciato la versione mobile di Adsense. E l'operatore mobile Virgin Mobile, negli Usa, di recente ha comunicato di avere 330 mila clienti (su 4,8 milioni) che ottengono minuti gratis in cambio dell'onere di ricevere pubblicità. Cavalcano l’onda “mobile” anche Yahoo, Aol e Mocrosoft che hanno recentemente annunciato di aver messo a punto sistemi per inviare pubblicità ai cellulari.

Il mercato dell' advertising mobile sui cellulari è ancora un fenomeno ridotto. Secondo alcune stime, è un business da appena 1 o 2 miliardi di dollari l'anno nel Mondo. Ma gli esperti sono convinti che crescerà fino a 11 miliardi entro cinque anni.

«E' in corso uno scontro tra il mondo web e quello wireless per il controllo dei ricavi da mobile advertising – commenta sul New York Times Patrick Parodi, della società di pubblicità online Amebee Media Sustems – Presto sarà guerra».

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