Conviene fare ricorso contro le multe?

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A chi non é mai capitato di vedersi notificare una multa ritenuta ingiusta? A molti, per non dire a tutti.
Il dilemma, in questi casi, riguarda l'opportunità di fare ricorso agli organi competenti oppure scegliere di pagare ugualmente, per evitare lungaggini e fastidi burocratici.

Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, i ricorsi infondati contro multe stradali sono davvero troppi.
Il numero di ricorsi maggiore riguarda la "contestazione immediata" dell'infrazione, che molti ritengono obbligatoria; in realtà, l'articolo 200 del Codice della Strada afferma che la contestazione deve essere notificata subito "quando é possibile".
L'articolo 201 stabilisce che in caso di impossibilità di notifica immediata, il verbale spedito a casa deve specificare le motivazioni per cui la notifica non é avvenuta subito: se questi motivi non vengono spiegati, é possibile fare ricorso.
Nel caso in cui si decida per la contestazione, si può ricorrere o al Giudice di Pace, oppure al Prefetto della provincia nella quale si é commessa l'infrazione; penserete che non ci sia differenza tra le due autorità e, invece, una esiste e di natura "economica": nel caso in cui si perda il ricorso, chi si é rivolto al Prefetto vedrà automaticamente raddoppiata la cifra da pagare, chi si é rivolto al Giudice di Pace può anche non subire il raddoppio della multa, perché é il giudice stesso a stabilire se e di quanto deve essere aumentata la cifra da saldare ( ovviamente l'importo della multa lo dovete pagare).

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