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Carta di credito o revolving? Questo il dilemma!

Pubblicato: 28 set 2007 da Dust

Commenti dei lettori

Carte revolving La smaterializzazione del denaro sembra aver contagiato anche l’Italia, dove il contante è stato sostituito da una forma evoluta ed impalpabile di valuta virtuale. Carte di credito, bancomat e revolving popolano ormai stabilmente il nostro portafogli, svuotato del tutto dei tradizionali bigliettoni e tintinnanti monetine.
Secondo quanto riportato dai risultati della quinta edizione dell’Osservatorio sulle carte di credito Assofin-Crif-Eurisko, le carte di credito tradizionali sarebbero addirittura ad un livello di saturazione, mentre si diffondono a macchia d’olio le carte revolving (+11 per cento), che permettono il rimborso a rate in linea con un crescente credito al consumo.
Crescita a due cifre anche per le prepagate (+36 per cento), che limitano i danni in caso di furti o clonazioni.

Carte revolving come funzionano?

Carte che permettono un rimborso rateale, posticipando, come le carte di credito a saldo, il pagamento al mese successivo rispetto all’operazione di acquisto.
Il credito sta quindi nel poter usufruire di questo differimento temporale nel ciclo spesa-rimborso, detto periodo di franchigia. E’ pur sempre una comodità perché consente nel corso del mese di fare spese prima di avere avuto accreditato lo stipendio, ma di poter pagare dopo averlo incassato. Il fatto è che, comunque, alla data prevista tutto ciò che è stato utilizzato va rimborsato per intero.

Molti istituti emittenti di carte revolving offrono ai loro clienti una certa flessibilità non solo nel fissare la rata di rimborso, ma anche nel decidere mese per mese se passare dalla funzionalità revolving alla funzionalità “a saldo”; in questo secondo caso, il titolare chiede quindi di pagare per intero gli acquisti effettuati nel mese, usufruendo di norma del medesimo periodo di franchigia comunemente adottato nelle carte a saldo.

Per chi è già titolare di una carta a saldo, inoltre, l’opzione revolving consente di avere sempre a disposizione una comoda riserva di denaro, da utilizzare in caso di raggiungimento del limite massimo di spesa sulla propria carta “charge”.

I vantaggi nei confronti del finanziamento rateale

Vista la caratteristica della carta revolving di essere uno strumento di credito, è opportuno metterla a confronto con strumenti di credito alternativi; ci concentriamo in particolare sul confronto con il classico finanziamento finalizzato. Anche in questo caso, i vantaggi sono interessanti:

  • la carta revolving permette al titolare di comprare subito un oggetto desiderato o di usufruire subito di un servizio costoso, senza perdere tempo a compilare moduli di finanziamento, presentare documenti, attendere autorizzazioni;
  • la possibilità di usufruire di un credito rotativo (che cioè si ricostituisce man mano che le somme utilizzate vengono rimborsate) implica che il consumatore resta sempre affidato per l’importo concordato; nel credito finalizzato, invece, ogni acquisto è una pratica a sè (quindi un contratto, un insieme di documenti, una registrazione alla Centrale Rischi, ecc.);
  • il negoziante non ha alcun modo di sapere se l’acquisto con la carta avviene a credito o meno, e la discrezione è sempre ben accetta;
  • se paghi con la carta, e non chiedi il finanziamento, hai più potere negoziale nel contrattare il prezzo dell’acquisto.

Alcune note dolenti

Tra le forme di piccoli finanziamenti rimane il prestito personale a offrire le condizioni migliori con un tasso nominale annuo (Tan) che in media è dell’8-9%, mentre il fido supera il 10% e le revolving si avvicinano anche al 20%. Per intenderci, su un’esposizione finanziaria media di soli 5 mila euro, per un prestito personale si pagheranno circa 425 euro di interessi in un anno, contro i 550 euro del fido e i 1.000 euro l’anno chiesti dalla revolving! (v.articolo)

Complice dell’indebitamento delle famiglie è sicuramente l’andamento favorevole dei tassi di interesse degli ultimi anni (ripresi a salire solo nel 2006), ma il motivo principale è sicuramente la lenta crescita dei redditi delle famiglie.

Carte prepagate all’ultimo grido

Ma la vera novità del 2006 è la fortissima diffusione delle carte prepagate, “molto richieste dal mercato in quanto danno sicurezza a chi le utilizza nelle transazioni effettuate su Internet e possono essere utilizzate senza disporre di un conto corrente”. Non solo: l’Osservatorio segnala anche una tendenza secondo la quale le prepagate “stanno diventando anche un fenomeno di costume e di collezionismo in quanto spesso legate a eventi sportivi, manifestazioni, concerti, fumetti”.

Infatti proprio oggi è stata annunciata l’emissione di carte di credito prepagate con le immagini dei Simpson. In passato ne sono state emesse anche con Diabolik ed Eva Kant. la società emittente è la Ducato, del gruppo Banco Popolare, grazie a un accordo con Fox, che detiene i diritti della famiglia creata da Matt Groening.

Significativa anche la crescita dell’utilizzo delle carte prepagate: nel 2006 sono state effettuate 35,5 milioni di operazioni, con un incremento del 73 per cento rispetto al 2005. A preferirle sono soprattutto i giovani: infatti nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni negli ultimi 12 mesi ha raggiunto una quota di circa la metà.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • massimo1

    28 set 2007 - 19:46 - #1
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    le carte revolving per me sono da usurai veri e propri!

  • maranza

    01 ott 2007 - 09:18 - #2
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    concordo con quello che dice Massimo1
    prima di farne una pensateci mille volte
    Leggete sempre il TAEG, più è alto più vi inculano

  • maranza

    01 ott 2007 - 09:18 - #3
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    concordo con quello che dice Massimo1
    prima di farne una pensateci mille volte
    Leggete sempre il TAEG, più è alto più vi inculano

  • Fabio Pancrazi

    01 ott 2007 - 22:22 - #4
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    Una volta con i soldi dello stipendio riuscivo a vivere abbastanza bene e persino a risparmiare qualcosa. Adesso no e, come tanti altri, a volte devo ricorrere ai prestiti concessi dalle banche o dalle società finanziarie. Nell’ambito di “particolari” promozioni di credito al consumo con “finanziamento a tasso zero” (quando raramente sono davvero così) gli interessi non vengono pagati dal cliente ma dal venditore o dal produttore del bene (oppure da entrambi). C’è una crisi dei consumi e ci sono famiglie che non hanno le possibilità di acquistare i beni durevoli a loro necessari. Sperando che tornino tempi di vacche grasse, nell’attesa un aiuto dovrebbe venire dallo Stato (anche insieme alle associazioni dei produttori, dei venditori ed alle banche) con agevolazioni fiscali che permettano alle famiglie di accedere a finanziamenti a vero tasso zero.

  • Marco1011

    09 gen 2010 - 17:54 - #5
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    Se proprio serve una carta revolving penso sia bene usarla con molta parsimonia. La si deve considerare al pari di un prestito in banca, con la differenza che uno volta ottenuta la carta gli acquisti si possono finanziare senza la necessità di fare ogni volta la trafila burocratica di un finanziamento. Va usata in questo senso, e non per gli acquisti di comuni, per i quali va di sicuro meglio una normale carta di credito.