Esami di riparazione: anche a scuola si paga il debito!

Esami di riparazione I debiti si devono saldare, ma a scuola si marcia sull’insolvenza! Questo il principio economico ispiratore della manovra Fioroni che sta progressivamente rivoluzionando il mondo-mercato della scuola. Reintroduzione dell’ammissione all’esame di terza media, elevazione dell’obbligo scolastico a 16 anni, provvedimenti contro il bullismo e, ciliegina sulla torta, riesumazione degli esami di riparazione. Fioroni non sembra allentare la stretta sulla scuola che qualcuno ha definito vera e propria Restaurazione dell’istruzione (v. articolo). In cantina da 13 anni gli esami di riparazione tornano alla ribalta infrangendo i sogni di vacanza e relax dei giovani studentelli delle scuole superiori!

Il decreto è già stato depositato alla Corte dei Conti e sarà efficace già a partire dall’anno accademico in corso. Nella sua crociata contro l’ignoranza il Ministro sfodera una serie di dati allarmanti sui somarelli che circolano per le aulee delle scuole italiane: sarebbero 42 su 100 gli studenti che concludono l’anno con delle lacune! Di questi 42 poi solo 1 su 4 riesce a recuperare il gap. Per redimersi dunque tutti sui libri di scuola durante la pausa estiva!

Gli studenti dovranno dimostrare di aver recuperato i debiti il 31 agosto, o comunque entro l’inizio dell’anno scolastico successivo, rischio la bocciatura. Alle iniziative di recupero seguiranno le verifiche finali sulla cui base si concluderà lo scrutinio con il giudizio definitivo.
Le scuole organizzeranno corsi e faranno verifiche anche durante tutto l'anno, ma l'ultima chiamata dovra' essere fatta prima che ricominci l'anno: chi ha saldato andra' avanti, chi ha bisogno di piu' tempo si fermera'.
Fioroni sottolinea anche che per far fronte alle nuove esigenze ci saranno appositi stanziamenti e intanto si comincia con 30 milioni di euro.

«Visto che ci affidiamo ai paragoni economici – sostiene il Ministro battagliero - è giusto il caso di osservare che, in mancanza di una verifica seria sull’effettivo saldo dei debiti, la scuola rischia di diventare come quelle banche coinvolte nella vicenda dei mutui subprime, con centinaia di migliaia di debitori costretti all’insolvenza e con le compagnie che li avevano concessi ridotte in bancarotta. Con l’aggravante che qui parliamo di debiti formativi e far arrivare all’università o sul mercato del lavoro uno studente senza basi solide per andare avanti e un danno irreversibile prima di tutto per il debitore, cioè i ragazzi non avranno più l’opportunità di colmare lacune vecchie e stratificate. E questo è un conto che la vita, comunque, gli presenterà».

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