Bonus incapienti: la Finanziaria dei poveri?

Incapienti “E' una scelta importante che ha fatto il governo, ma si tratta solo di un positivo segnale culturale. Sul piano concreto, infatti, il bonus di 150 euro a persona e per di più 'una tantum' non appare come una vera misura concreta di contrasto alla povertà" così lo definisce monsignor Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana.

Sono 12,5 milioni gli italiani definibili “incapienti” ossia con un reddito inferiore a 7.500 euro annui, esentati dal pagamento delle tasse che potranno ricevere a Natale un assegno di 150 Euro. L’operazione costerà all’erario 1,9 miliardi di euro.

A questi contribuenti il beneficio che agli altri è riconosciuto in termini di minore imposta (detrazione) viene assegnato attraverso un trasferimento in denaro attribuito, secondo la logica dell’“imposta negativa”, direttamente dal sostituto di imposta. Si tratta di un trasferimento pari a 150 euro netti per ogni contribuente incapiente e per ogni familiare a suo carico. Per quanto sia una tantum e agisca quale risarcimento forfetario, la misura ha il pregio di dare sostegno a quei soggetti che sono sempre stati esclusi, per definizione, da ogni tipo di agevolazione fiscale.

Buone notizie anche sul fronte Ici. La detrazione all1,33 per mille del valore catastale della prima casa di proprietà sarà infatti valido anche per i suddetti incapienti, cui l’agevolazione sarà riconosciuta, secondo il meccanismo dell’imposta negativa.

Nell’ipotesi che, quanto meno in prospettiva, la rendita catastale rifletta il valore di mercato degli immobili, la misura ha l’obiettivo di dare un’agevolazione, maggiore in valore assoluto, ma uguale in percentuale, a chi ha rendite della prima casa più elevate perché vive in comuni più grandi o a maggiore tensione abitativa. Per evitare che sia concesso un beneficio eccessivo ai proprietari di abitazioni di lusso, la detrazione addizionale non potrà eccedere i 200 euro.

Anche a prescindere dal nuovo intervento sull’Ici, il nostro sistema fiscale riserva un trattamento asimmetrico ai proprietari della casa di abitazione, la cui rendita catastale non è tassata in Irpef, rispetto agli affittuari che non godono di alcuna agevolazione. La Finanziaria interviene a riequilibrare, anche se solo parzialmente, l’asimmetria, estendendo la detrazione, attualmente riconosciuta solo nei casi di contratti convenzionati, a tutti i contratti registrati, sia pure per importi ridotti: 300 euro l’anno per gli inquilini con reddito complessivo Irpef fino a 15.494 euro lordi l’anno e 150 euro l’anno per i contribuenti con un reddito complessivo compreso tra 15.494 e 30.987 euro lordi l’anno (v. articolo).

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