Finanziaria 2008: tutto il walfare che (non) c’è!

Accordo sul Welfare Un accordo (quello del 23 luglio), un referendum (quello dell’8 e 10 ottobre) e un’intesa, seppur vacillante (quella tra i partiti della maggioranza e i sindacati) hanno cercato di dare veste definitiva al sofferto protocollo sul Welfare da accludere alla Finanziaria 2008. Due giornate referendarie promosse dai sindacati hanno coinvolto le varie classi di lavoratori che sono affluite numerose ai “seggi”.

Su cosa si sono espressi quei 5 milioni di lavoratori scomodati dalle loro scrivanie e postazioni? In pratica su un’intesa a 9 punti che prevede: misure a sostegno della competitivita', l'eta' di pensionamento, i lavori particolarmente usuranti, i pensionati, il mercato del lavoro, i lavoratori immigrati extracomunitari, gli ammortizzatori sociali, le donne, i giovani.

Capitolo I - COMPETITIVITA'
Sono previsti degli sgravi del costo del lavoro per incentivare la produttività di secondo livello.

Le retribuzioni erogate a titolo di premio di risultato della contrattazione di secondo livello, correlate agli incrementi di produttivita', saranno infatti interamente pensionabili, mentre le imprese beneficeranno di sgravi nell’ordine del 25% per il triennio 2008-2010 nel limite dei 480 milioni di euro. E' previsto lo stanziameto nella prossima fnanziaria di 150 milioni di euro per il 2008 per la detassazione di una quota dei premi erogati dalla contrattazione integrativa. Viene abolita la contribuzione aggiuntiva sui compensi per lavoro straordinario.
In poche parole il Governo emanerà norme al fine di:


  • attuare uno sgravio sul costo del lavoro delle imprese che erogano tali aumenti pari ad una
    percentuale dell’erogazione corrisposta e fino ad un tetto massimo della retribuzione;

  • restituire ai lavoratori i contributi previdenziali a loro carico pagati sul premio di risultato e
    fino ad un tetto massimo della retribuzione;

  • rendere pensionabile tutta la retribuzione di risultato così agevolata.

Capitolo II - L'ETA' DI PENSIONAMENTO
Viene superato lo scalone definendo nuovi requisiti per l'accesso alla pensione di anzianita', quali:


  • dal 1/1/2008 con 58 anni di eta' e 35 di contributi;
  • dal 1/9/2009 al raggiungimento di una quota pari a 95 (la somma di eta' e contributi) con almeno 59 anni di eta' (60 anni di eta' e 35 di contributi o 59 di eta' e 36 di contributi);

  • dal 1/1/2011 al raggiungimento di una quota pari a 96 con almeno 60 anni di eta' (61 di eta' e 35 di contributi o 60 di eta' e 36 di contributi);

  • dal 1/1/2013 (previa verifica) al raggiungimento di una quota pari a 97 con almento 61 anni di eta' (62 di eta' e 35 di contributi o 61 di eta' e 36 di contributi).

In alternativa resta possibile l'accesso alla pensione di anzianita' dopo 40 anni di lavoro. L'accordo prevede poi che una commissione di esperti del governo e delle parti sociali regolera' per l'accesso alla pensione di anzianita' dopo 40 anni di lavoro la decorrenza della pensione con 4 finestre. ' prevista inolre la salvaguardia dei nuovi requisiti dal primo gennaio 2008 per i lavoratori ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione e per i lavoratori in mobilta'.

Capitolo III - LAVORI PARTICOLARMENTE USURANTI
L'accordo prevede un anticipo di 3 anni del requisito anagrafico per l'accesso alla pensione di anzianita' con minimo di 57 anni per i lavoratori che abbiano svolto attivita' particolarmente usuranti per almeno la meta' della vita lavorativa o (nel periodo transitorio) per almeno 7 anni negli ultimi 10.

I lavoratori che potranno accedere al beneficio, entro i limiti di 5 mila unita' l'anno sono:


  • i lavori in galleria, cava o miniera;

  • in cassoni d'aria compressa;

  • i palombari;

  • i lavori ad alte temperature;

  • i lavori in spazi ristretti;

  • i lavori di asportazione dell'amianto.

Il beneficio riguarda anche i lavori notturni, quali: i lavoratori che svolgono almeno 3 ore del loro tempo lavorativo giornaliero di notte; i lavoratori che durante il periodo notturno svolgono attivita' in turni regolati da almeno 3-4 turni giornalieri o almeno 80 giorni l'anno. Il beneficio riguarda poi i lavoratori addetti a linea catena e i conducenti di mezzi pesanti.

Capitolo IV - I PENSIONATI

L'accordo prevede la rivalutazione al 100% al costo della vita dei trattamenti pensionistici per le fasce comprese tra 3 e 5 volte il trattamento minimo. Vengono incrementate le maggiorazioni sociali per le pensioni assistenziali (assegni sociali, invalidi civili, ciechi e sordomuti) con eta' pari o superiore a 70 anni (60 per gli invalidi civili totali, sordomuti e ciechi assoluti) al fine di assicurare un reddito individuale mensile complessivo pari a 580 euro. Verra' poi istituito un tavolo di confronto permanente tra governo e sindacati dei pensionati per la rivalutazione delle pensioni in essere.

Il governo si e' poi impegnato a rivedere la disciplina del cumulo tra pensione e redditi da lavoro. L'accordo prevede poi dal 2008 un incremento per le pensioni previdenziali percepite dai pensionati, lavoratori di eta' pari o superiori a 64 anni con reddito individuale inferiore una volta e mezzo il trattamento minimo pari a: 336 euro per anzianita' contributiva fino a 15 anni; 420 euro per anzianita' contributiva oltre 15 anni e fino a 25; 504 euro per anzianita' oltre 25 anni. La somma aggiuntiva non costituisce reddito ai fini fiscali e per corresponsioni di prestazioni previdenziali e assistenziali. Per il 2007 nel mese di ottobre la somma aggiuntiva viene corrisposta in forma ridotta.

Capitolo V - MERCATO DEL LAVORO

Il protocollo prevede un'esplicita dichiarazione della centralita' del rapporto di lavoro a tempo indeterminato secondo le direttive europee, ulteriori strumenti per la lotta al sommerso, riconoscimenti al ruolo della contrattazione collettiva, misure per la stabilizzazione del lavoro. In particolare per il lavoro a tempo parziale sara' la contrattazione collettiva a definire clausole elastiche e flessibili, saranno incentivati i part-time lunghi e agevolati i rapporti a tempo pieno a tempo parziale richieste per comprovati compiti di cura. Per i contratti a termine si afferma il diritto di precedenza per i lavoratori anche stagionali entro 12 mesi dalla scadenza del contratto, si fissa un tetto massimo di 36 mesi di durata e l'attivazione di una eventuale procedura presso le direzioni provinciali di lavoro, saranno soggetti ai tetti massimi stabilti i contratti di durata inferiore a 7 mesi e quelli attivati per intensificazione dell'attivita' produttiva.
Verra' cancellato il lavoro a chiamata e istituito un tavolo con le parti sociali sullo staff leasing e verrano migliorati l'apprendistato e il contratto d'inserimento. Sono previste poi misure per i collaboratori in coerenza con l'aumento di 3 punti nel triennio 2008-2010 della loro aliquota previdenziale e saranno migliorate le norme sui disabili.

Capitolo VI - I LAVORATORI IMMIGRATI EXTRACOMUNITARI

Il governo si e' impegnato a migliorare il regime pensionistico di questi lavoratori, al fine di consentire una maggiore utilizzabilita' dei periodi contributivi maturati nei diversi paesi anche attraverso l'ampliamento delle convenzioni bilaterali.

Capitolo VII - AMMORTIZZATORI SOCIALI

E' stata definita una riforma degli ammortizzatori sociali da realizzare tramite una sede permanente di confronto e verifica con le parti sociali. La riforma avra' come obiettivi un sistema universale di tutele, una progressiva armonizzazione degli istituti di disoccupazione ordinaria e di mobilita' con la creazione di uno strumento unico. Si prevede inoltre l'unificazione e la graduale estensione a tutti della Cig ordinaria e speciale. Per quanto riguada la disoccuopazione si e' stabilito un aumento della durata dell'indennita' ordinaria di disoccupazione che verra' portata a 8 mesi per i lavoratori fino a 50 anni e a 12 mesi per quelli con piu' di 50 anni; un aumento dell'indennita' che sara' portato al 60% dell'ultima retribuzione per i primi 6 mesi, al 50% per il settimo e ottavo, al 40% per i mesi successivi; un aumento dell'entita' e della durata dell'indennita' di disoccuopazione con requisiti ridotti che passerra' dal 30 al 35% per i primi 120 giorni e al 40% per le successive giornate fino a massimi 180 giorni; la copertura figurativa dei contributi previdenziali per l'intero periodo di godimento delle indennita' con riferimento alla retribuzione. Il testo fa anchwe riferimento ad interventi in materia di politche attive e al collegamento tra prestazioni e percorsi di reinserimento occupazionale.

Capitolo VIII - LE DONNE

L'accordo riconosce l'impotanza determinante di accrescere il tasso di partecipazione delle donne al mecato del lavoro, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di Lisbona. In tal senso, sempre nell'ambito dell'equilibrio della finanza pubblica, vengono definiti sgravi mirati a sostenere regimi orari flessibili legati alla necessita' di conciliazione fra lavoro e vita familiare; incentivi al part-time lungo; confermata l'eta' pensionabile delle donne, ai fini del pensionamento di vecchiaia, a 60 anni.

Capitolo IX - I GIOVANI

L'accordo prevede il riscatto del corso di laurea prevedendo una rateizzazione del pagamento dei contributi fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi e la possibilita' di riscattare il periodo di laurea anche prima dell'inizio dell'attivita' lavorativa consentendo la detraibilita' fiscale dal reddito dei genitori dell'importo pagato. Per i giovani che sono nel sistema contributivo sara' possibile cumulare tutti i contributi maturati in qualsiasi gestione pensionistica per ottenere un'unica pensione e la riduzione da 6 a 3 anni nel sistema retributivo misto del requisito contributivo minimo per poter cumulare i periodi contributivi maturati in ciascuna gestione. Viene inoltre previsto l'aumento di 3 punti percentuali nel triennio 2008-2010 delle aliquote previdenziali dei parasubordinati, mentre per il fondo del credito dei parasubordnati viene prevista la possibilita' di erogare un credito fino a 600 euro mensili per 12 mesi ad interessi zero o molto basso per coprire periodi di inattivita'. E' stato poi previsto il fondo microcredito che incentivera' le attivita' innovative di giovani e donne e l'aumento dell'importo degli assegni di ricerca presso le Universita'. Nell'accordo e' previsto inoltre che vengano rivisti i criteri e le modalita' di revisione dei coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione con il metodo contributivo per contrastare gli effetti negativi che le flessibilita' e la discontinuita' della carriera lavorativa potrebbero produrre al momento del pensionamento salvaguardando un tasso di sostituzione netto minimo del 60% della retribuzione. Una commissione composta da governo e parti sociali dovra' valutare il ripristino della flessibilta' del pensionamento nel sistema contributivo (v. articolo).

Protoccollo sul Welfare

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