Il Riccometro e la riforma dell’ISEE

Il Redditometro non riguarderà i pensionati, servirà solo a scovare i falsi poveri ha precisato ieri l’Agenzia delle entrate. Intanto c’è un nuovo strumento antievasione a disposizione degli ispettori di via Cristoforo Colombo: il Riccometro. Servirà a individuare chi beneficia dei servizi sociali statali senza averne nessun diritto. Lo strumento si lega a doppio filo alla riforma dell'Isee - l‘indicatore della situazione economica equivalente, che misura la condizioni socio-economica delle famiglie tenendo conto di reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare.

Per questa via dovrebbe diventare molto più difficile fare i furbetti e raggirare il Fisco su detrazioni e sconti, come gli abusi su asili nido, mense scolastiche, libri di testo, tasse universitarie, condizioni di disabilità. Con il nuovo Isee verranno passati al setaccio anche gli investimenti in Bot, le partecipazioni azionarie, il possesso di auto di lusso. Vediamo cosa cambierà in dettaglio.

Innanzitutto ci saranno nuove regole per l'individuazione dei nuclei familiari: marito e moglie con una diversa residenza anagrafica saranno considerati distinti solo a seguito di una formale pronuncia di separazione giudiziale, con l'omologazione della separazione consensuale, o se si è persa la potestà dei figli e/o è stata presentata domanda di scioglimento e cessazione degli effetti civili del matrimonio. E ancora il figlio maggiorenne che non vive in casa con i genitori ma è a loro carico ai fini Irpef farà parte del computo del reddito familiare complessivo.



Nel reddito familiare compariranno nuove voci oltre ai redditi dichiarati in sede d'Irpef: faranno parte della somma totale presa in esame anche i redditi soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta d'acconto, i proventi derivanti da attività agricola, gli assegni di mantenimento dei figli, i redditi fondiari non affittati sottoposti a Imu. 



Anche il patrimonio mobiliare, con il nuovo Isee finirà nel mirino: quindi occhi puntati su depositi e conti correnti bancari e postali, con l’accertamento del saldo attivo al netto degli interessi negli ultimi tre mesi dell'anno precedente, così come su titoli Stato ed equiparati, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi postali, obbligazioni e così via.


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