Impresa facile in 5 mosse

Impresa facile Il grande liberalizzatore l’aveva promesso, fare impresa sarà più facile dal 2008! Spariti i fumi della demagogia elettorale vediamo quale delle promesse è stata mantenuta nella sostanza (v. articolo). Cinque i punti fondamentali su cui la maggioranza di governo aveva prospettato il deciso rilancio del mondo imprenditoriale:

1. Snellimento burocratico

Un’impresa al giorno toglie la burocrazia di torno!
Avevano favoleggiato una sfrangiata agli oltre 70 adempimenti che servivano ad avviare un’attività, tramite il ricorso alle procedure telematiche. Una comunicazione unica per tutti gli adempimenti amministrativi per l’iscrizione al registro delle imprese, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per l’ottenimento del codice fiscale e della partita Iva.

In effetti il Decreto legge “Impresa in un giorno” ha predisposto la presentazione al Registro delle Imprese, in via telematica o mediante la Camera di commercio competente, della «comunicazione unica». Dal 3 aprile scorso sono quindi effettive le regole sulla costituzione di impresa che evita lo slalom di due mesi di passaggi burocratici. Una volta definita la forma societaria scelta, gli adempimenti relativi alla richiesta di partita IVA e codice fiscale, iscrizione al Registro Imprese, INPS e INAIL saranno fatti semplicemente con la comunicazione unica presso il Registro Imprese.
Restano salvi tuttavia tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici richiesti dalla normativa per l'avvio delle attività produttive (comunicazioni al comune, richieste di autorizzazioni amministrative, …).

La stessa procedura si applica anche in caso di modifiche o cessazione dell’attività. La Camera di commercio assicurerà, gratuitamente, d’intesa con le associazioni imprenditoriali, l’aiuto necessario ai privati considerato che, per garantire la rapidità, le comunicazioni e gli atti amministrativi dovranno svolgersi in via telematica.

Ulteriore novità consiste nella possibilità, concessa ad alcune attività imprenditoriali, di aprire un esercizio mediante la sola presentazione di una "Dichiarazione di inizio attività". Nel caso di parrucchieri, barbieri ed estetiste restano necessari i requisiti di qualificazione professionale, ove prescritti, e la conformità dei locali ai requisiti urbanistici ed igienico sanitari; nel caso di imprese di pulizia, disinfezione e facchinaggio restano necessari, ove già richiesti, i requisiti di onorabilità e capacità economico finanziaria; nel caso delle autoscuole resta obbligatorio il rispetto dei requisiti morali e professionali, della capacità finanziaria e degli standard tecnico-organizzativi già previsti.

2. Il credito di imposta

In via d’estinzione la 488 lascia il posto ad incentivi automatici il cui scopo è quello di eliminare arbitrii e intermediazioni. Largo al credito d’imposta dunque che seppellisce i vecchi contributi in conto capitale per gli investimenti classici e i progetti a valere sulla 488.

I contributi in conto capitale resteranno solo a sostegno di progetti di innovazione organizzativa e tecnologica secondo un modello che sarà completamente rinnovato.

Di tutto questo sistema fanno parte i grandi progetti previsti da Industria 2015 nei settori dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle scienze per la vita e delle tecnologie per il made in Italy e per i beni culturali. Le incentivazioni saranno flessibili adattandosi alle esigenze dei vari progetti, potranno essere contributi in conto capitale, in conto interessi, interventi normativi definizione di standard.

Molta attenzione alle imprese del Meridione e alla formazione professionale per favorire l’inserimento di giovani risorse nel mondo produttivo.

3. Liberalizzazioni

E’ grazie alla legge 40/2007 che parrucchieri, estetisti, imprese di pulizia e facchinaggio, guide turistiche ed autoscuole
possono iniziare la loro attività con una semplice dichiarazione.

Nel caso di parrucchieri e barbieri (acconciatori), e di estetiste, è ora prevista la sola presenza dei requisiti di qualificazione professionale, e la conformità dei locali ai requisiti urbanistici ed igienico-sanitari, mentre vengono a cadere i criteri della distanza minima, di parametri numerici prestabiliti (riferiti alla presenza di altri soggetti svolgenti la medesima attività ), e il rispetto dell'obbligo di chiusura infrasettimanale.

Le attività di pulizia, di disinfezione e di facchinaggio non sono più subordinate a particolari requisiti professionali, culturali, e di esperienza professionale. Restano necessari i requisiti di onorabilità, e per le prime due attività (pulizia e disinfezione) anche di capacità economico-finanziaria (mentre nel caso di imprese di facchinaggio non sono più necessari i requisiti di capacità economico-finanziaria).

Per fare la guida turistica o l'accompagnatore bisogna solo avere i requisiti professionali previsti dalle leggi regionali, ma in ogni caso ai laureati in lettere con indirizzo in storia dell'arte o in archeologia (o titolo equipollente) l'esercizio dell'attività di guida turistica non può essere negato, né subordinato allo svolgimento dell'esame abilitante (o di altre prove selettive), salvo dimostrare la conoscenza linguistica e del territorio di riferimento.

Ai laureati (o possessori di diploma universitario) in materia turistica non può essere negato l'esercizio di attività di accompagnatore turistico, salvo dimostrare conoscenze specifiche qualora non siano state oggetto del corso di studi.

Nel caso delle autoscuole resta obbligatorio il rispetto dei requisiti morali e professionali, della capacità finanziaria, e degli standard tecnico-organizzativi già previsti.

Coinvolte dal ciclone liberalizzatore anche i settori tradizionalmente di dominio pubblico: energia, telecomunicazioni e trasporti, mentre banche e assicurazioni perdono i tradizionali privilegi di settori protetti proiettandosi su un mercato competitivo.

4. Quotarsi in borsa

Viene inaugurato il Mac, il Mercato Alternativo del Capitale, primo gradino operativo offerto alle PMI per accedere al mercato azionario.

Il Mercato Alternativo dei Capitali è un sistema di scambi organizzati di azioni riservato agli investitori professionali, in cui verranno "quotati" i titoli delle piccole e medie aziende.

Iter di ammissione al MAC

Per accedere a questo mercato, l`impresa deve per prima cosa rivolgersi ad una delle banche autorizzate, il cosiddetto sponsor, presente sul territorio. Questa banca valuterà in primo luogo se vi sono i presupposti per l`azienda per accedere al MAC e poi, una volta ammessa alla quotazione, continuarla a seguire da vicino per almeno tre anni.

Inoltre lo sponsor dovrà supportare il management dell`impresa a redigere la domanda e la documentazione di ammissione. Si stima che questa fase potrà impiegare circa tre settimane.

Infine, la Banca avrà il compito di presentare al cliente l`intermediario specialista, ovvero sia il soggetto preposto a mettere in contatto l`impresa con gli investitori professionali. Lo specialist dovrà redigere un report che presenti la strategia di sviluppo, il business plan ed il posizionamento dell`impresa nell`ambito del settore di riferimento.

Requisiti per l`ammissione alla quotazione

I requisiti che ogni impresa dovrà rispettare sono due:


  • essere costituita in forma di società per azioni e garantire la libera trasferibilità dei titoli;

  • disporre dell`ultimo bilancio certificato da una società di revisione iscritta all`albo Consob.

5. Tassazione leggera

Esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap, dall’Ici e dal versamento dei contributi da lavoro dipendente per i primi 5 anni. Sono solo alcune delle agevolazioni che la Finanziaria 2008 riserva alle piccole e microimprese che avvieranno una nuova attività in una “zona franca urbana” (zfu) nel periodo compreso tra il 10 gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012.

A sostegno delle micro imprese su tutto il territorio nazionale arriva invece il forfettone al 20%, un nuovo regime fiscale per i cosiddetti contribuenti minimi con fatturato non superiore a 30.000 euro e senza dipendenti o collaboratori.
L'aliquota al 20% viene versata a fini Irpef ed esenta da Irap e Iva. I contribuenti interessati dal nuovo regime, che è comunque opzionale, non saranno sottoposti agli studi di settore.

Riforma Ires
Una significativa innovazione introdotta dalla Finanziaria 2008 riguarda l'abbattimento di 5,5 punti dell'aliquota nominale: dal 33% al 27,5%. Tale misura è orientata innanzitutto a portare il livello della tassazione sui redditi d'impresa ad un livello confrontabile a quello degli altri Paesi dell'Unione europea (dopo l'abbattimento dell'aliquota disposto dalla Germania, l'Italia è risultata al primo posto per livello di imposizione sulle imprese).

Le imprese individuali, le società di persone e le società in nome collettivo potranno infatti optare per la tassazione separata dei redditi all'aliquota del 27,5% (coincidente con l'aliquota IRES riformata), secondo modalità e termini che saranno fissati con successivo provvedimento attuativo. In mancanza di esplicita opzione in tal senso, il regime 'naturale' di tassazione rimane tuttavia quello IRPEF attuale.

Le condizioni per accedere alla tassazione separata sono:


  • l'adozione del regime di contabilità ordinario;

  • la rinuncia al prelievo e alla distribuzione dei redditi. In caso di successivi prelievi o distribuzioni, è obbligatorio il ripristino della tassazione ordinaria e l'imposta già versata può essere scomputata da quella dovuta a titolo definitivo.

Irap
Anche nel caso dell'IRAP la Finanziaria 2008 dispone un abbattimento di circa il 10% dell'aliquota nominale, che passa dal 4,25% al 3,9%. Anche per l'IRAP, come per l'IRES, tale operazione è accompagnata da un allargamento della base imponibile, con effetti che si prospettano significativi - tuttavia - solo per i settori dell'intermediazione finanziaria e delle assicurazioni. Per i soggetti appartenenti ai settori industriale, commerciale e dei servizi, la nuova disciplina per la determinazione del valore della produzione netta ai fini IRAP prevede:


  • l'eliminazione delle deduzioni extracontabili;

  • l'indeducibilità dell'ICI;

  • la parziale indeducibilità degli interessi passivi.

Ammonta a circa 650.000 imprese la platea di beneficiari della misura di semplificazione introdotta in Finanziaria per le microimprese, il cosiddetto forfettone al 20% che andrà ad assorbire i pagamenti di Irap e Iva.

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