Consob: meno dettagli sui prospetti dei prodotti finanziari

Gli “scenari probabilistici di rendimento” erano nati come uno strumento di tutela dei risparmiatori, perché i prospetti dei prodotti finanziari dovevano contenere - per misurare il rischio di un prodotto finanziario – un confronto con uno strumento finanziario considerato senza rischi.

La Consob ha deciso di eliminare l'obbligo di inserimento di questi confronti nei prospetti scatenando le polemiche di Cgil e associazioni di consumatori che credono invece in questa misura.

Dietro la scelta ci sarebbe la contrarietà dell'Europa ed alcuni episodi emblematici che hanno mostrato i limiti di questa misura: il prestito convertendo emesso dalla Banca popolare di Milano nel 2009 non era sicuramente un affare. La prima emissione nel suo prospetto non contiene gli scenari probabilistici ed ha ottenuto livelli di adesione del 33,8%. Ritornata sul mercato una seconda volta nonostante gli avvertimenti contenuti nel prospetto – chi acquistava questo strumento aveva il 68% di probabilità di ottenere un rendimento inferiore ad un Btp –, la Bpm ottiene adesioni superiori a quelli della prima tranche: il 42%. Alla fine la Consob arrivò a chiudere il collocamento e a sanzionare diversi manager della banca.

Cosa dire in proposito? Sarà vero che dopo la bufera causata dagli attacchi della speculazione sui titoli pubblici dell'Europa del Sud, diventa difficile definire un Buono del Tesoro poliennale un titolo senza rischio, sarà vero pure che la Consob ritiene cruciali i controlli degli intermediari, ma il confronto tra rendimenti rappresentava comunque – per tutti i risparmiatori che leggevano i prospetti –, un modo sintetico per capire se un investimento conveniva o meno.

Che sarebbe potuta arrivare anche gli altri risparmiatori attraverso i media che parlano di economia – come questo blog. 

 

Credit image by Getty Images

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