Accordo fiscale Italia-Svizzera: a che punto siamo?

L'Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera e le questioni fiscali "troppo spesso occupano la scena". Lo ha detto, tra le altre cose, il ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter nel corso del primo forum di dialogo bilaterale Italia-Svizzera apertosi venerdì scorso a Villa Madama e promosso dall’ambasciata elvetica, dalla rivista di geopolitica Limes e dall’Ispi. Presente il nostro ministro degli Esteri Giulio Terzi.

Burkhalter ha poi ricordato che:

“i 50mila italiani residenti in Svizzera contribuiscono alla prosperità del nostro paese e sono un esempio di integrazione riuscita".


Ma proposito del più volte rinviato accordo tra il nostro Paese e la Svizzera sulle questioni fiscali, a che punto siamo? il negoziato sui capitali esportati dagli italiani e depositati illegalmente su conti correnti riservati in Svizzera nonostante le dichiarazioni d'intenti per ora non ha visto nessuno sbocco.

Poi ci sono in mezzo le elezioni politiche e ci sarà un nuovo governo. Il ministro degli esteri svizzero si è detto comunque:

"fiducioso insieme a tutto il Consiglio federale che sia possibile un accordo a breve sull'intero pacchetto fiscale, nel quale entrambi i Paesi possano trovare ampia soddisfazione".

Da Berna auspicano:

“che il periodo elettorale in Italia non interrompa i negoziati".

Primo punto dell’accordo secondo il ministro svizzero è arrivare a:


"un'imposta liberatoria sul modello detto di Rubik, che prevede un'imposta sul capitale depositato e sugli interessi futuri".

Non è un condono ha sostenuto Burkhalter:

"perché i pagamenti si farebbero sulla totalità di ciò che è dovuto, secondo una formula che tiene conto della durata del deposito, dell'aliquota fiscale nel paese d'origine e dei termini di prescrizione".

Secondo punto in agenda la revisione della doppia imposizione e a seguire la questione delle black list italiane in cui la Svizzera è presente, la riforma della norme che regolano l'accesso al mercato italiano degli istituti finanziari elvetici e la tassazione a carico dei lavoratori frontalieri.

Sulla doppia imposizione il ministro ha precisato che la Svizzera:

"ha già firmato l'aggiornamento della convenzione contro la doppia imposizione con diverse decine di paesi, ma per quanto riguarda l'Italia la firma è legata alla cancellazione della Svizzera da tutte le liste nere che Roma ha adottato a causa del livello di informazioni giudicato inadeguato ma che ora non ha più ragione d'essere”.

Per il nostro ministro degli Esteri Terzi il lavoro del cosiddetto gruppo di pilotaggio è ormai "incanalato" e raggiungerà gli obiettivi auspicati.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail