La pensione è fatta a scale: chi le scende e chi le sale?

I gradini del pensionamento Quanti e quali i gradini per il pensionamento? Ancora nulla di decisivo ma le ipotesi di governo sullo scalone sono molteplici. Al momento si opta per il sistema a finestre con cui i lavoratori potranno decidere di ritirarsi sommando i requisiti per la pensione di anzianità ai contributi maturati. Il tutto in maniera graduale. Il protocollo ha definito un nuovo sistema di età pensionabile che ammorbidisce le ipotesi di scalone (cioè il brusco innalzamento dell’età pensionabile a 60 anni dal 1° gennaio 2008) e definisce di un percorso graduale ed il ddl ha mantenuto le norme previste.

Con finestre in “politichese” si intendono i periodi in cui gli scaglioni di lavoratori potranno ottenere il pensionamento secondo diversi calcoli contributivi. Rimarrà comunque fermo il requisito dei 60 anni per le donne e dei 65 per gli uomini per la “vecchiaia”.

Queste le opzioni per chi stia per entrare in pensione:

2008:


  • Entro il 30 giugno : 58 anni di età + 35 di contributi va in pensione al 01.01.2009

  • Entro il 31 dicembre: 58 anni di età + 35 di contributi va in pensione al 01.07.2009

2009:


  • Entro il 30 giugno: 58 anni di età + 35 di contributi va in pensione al 01.01.2010

  • Entro il 31 dicembre: 59 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.07.2010

2010:


  • Entro il 30 giugno: 59 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.01.2011

  • Entro il 31 dicembre: 59 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.07.2011

2011:


  • Entro il 30 giugno: 60 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.01.2012

  • Entro il 31 dicembre: 60 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.07.2012


  • Entro il 30 giugno: 60 anni di età + 36 di va in pensione al 01.01.2013

  • Entro il 31 dicembre: 60 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.07.2013


  • Entro il 30 giugno: 61 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.01.2014

  • Entro il 31 dicembre: 61 anni di età + 36 di contributi va in pensione al 01.07.2014

Le finestre raddoppiano per chi raggiunga quota 97 (40 di contributi + 57 di età) e per quanti arrivino ai 65 anni (uomini, e 60 per le donne) con almeno 20 anni contributivi: si potrà entrare in pensione a luglio, ottobre, gennaio e aprile dell’anno dopo.

Pensioni sociali

Alcune novità riguardano anche l’incremento delle maggiorazioni sociali, delle pensioni sociali, assegni sociali, invalidi civili, ciechi e sordomuti - Il ddl prevede che l'Inps eroghi un assegno mensile di € 242,84 per tredici mensilità agli invalidi civili di età compresa tra i 18 ed i 64 anni, affetti da una riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74%, che non svolgono alcuna attività lavorativa nel periodo in cui l'invalidità sussiste. Il ddl, inoltre, introduce benefici previdenziali per esposizione all'amianto e rivaluta gli indennizzi per danno biologico, mentre per gli incrementi delle maggiorazioni sociali delle pensioni sociali, assegni sociali, invalidi civili, ciechi e sordomuti con età pari o superiore a 70 anni il ddl mantiene quanto previsto dal decreto legge 2 luglio 2007 n. 81, che prevede l'incremento delle prestazioni al fine di assicurare un reddito individuale mensile complessivo pari a 580 euro mensili dal 1° gennaio 2008.

Lavori usuranti

Il ddl ha individuato le risorse (fondo decennale non inferiore a 2 miliardi di euro) che per metteranno ai lavoratori usuranti di andare in pensione con tre anni di anticipo. Tale categoria di lavoratori sarà individuata sulla base di quelli indicati nel “decreto Salvi” del 1999, i lavoratori impegnati nei lavori con turni notturni, i lavoratori addetti a linee di catena e ai mezzi pubblici pesanti. In via generale il DDL rispetta le norme programmatiche del Protocollo e stabilisce che le suddette categorie di lavoratori possano accedere al pensionamento con 3 anni di anticipo (dopo aver compiuto il 57° anno d'età) purché abbiano svolto tale attività a regime per almeno la metà del periodo di lavoro complessivo o, nel periodo transitorio, per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa.

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