Rivalutazione delle case di campagna: il Fisco vigila

Rivalutazione immobili Tasse più pesanti sulle case di campagna. Entro il 30 novembre sarà avviato il processo di rivalutazione delle rendite di immobili dichiarati “rurali”. Secondo il fisco sarebbero ancora numerose le falle nel mattone. Quali sono gli immobili abusivi finti nel mirino del fisco? Immobili ad uso abitativo, spesso anche signorili, che si celano sotto le mentite spoglie di case rurali (categoria A/6). Edifici d’epoca ristrutturati ma mai denunciati al catasto sono tutt’ora soggetti ad una tassazione di favore in virtù della loro originaria natura “povera”. Basti pensare che per immobile di tipo A/4 (abitazioni di tipo popolare) si intende un’unità immobiliare costituita da tre o quattro vani con strutture ordinarie, non sempre ben conservata e sprovvista quasi sempre di impianti di riscaldamento e bagno, gabinetto esterno sovente in comunione.

Romantiche case di ringhiera dall’estetica proletaria, vecchi cascinali in perfetto “country style” e folcloristici trulli non saranno più soggetti ad una tassazione di favore in ragione di un imminente aggiornamento delle rendite catastali, da novembre gestite direttamente dai comuni (v. Comunicato dell’Agenzia delle Entrate).
La rivalutazione di molte abitazioni d’epoca incide dunque direttamente su Ici ed Irpef procurando un aumento medio stimato di 80 Euro (Ici) e 50 Euro (Irpef) per i contribuenti.

L’aumento del prelievo fiscale dovrebbe riguardare una piccola parte del patrimonio immobiliare nostrano (circa il 33%) essendo il rimanente 77% imputabile alla categoria “abitazione principale”, su cui valgono le detrazioni di prima casa. In molti casi si assisterà all’inevitabile aumento dell’Ici (fino al 109% in più rispetto all’attuale Imposta) a fronte però di più che proporzionali aumenti delle detrazioni. Nel caso di Napoli ad esempio la base imponibile, raddoppia ma, trattandosi di abitazione principale, la super detrazione di 155 euro azzera comunque l’imposta.

Le cifre attese sono significative: 750 milioni di entrate annuali in più per i comuni.

11 sono le categorie catastali attuali con cui viene valutato un immobile a destinazione ordinaria (v. articolo):


  • A/1: abitazioni signorili

  • A/2: abitazioni di tipo civile

  • A/3: abitazioni di tipo economico

  • A/4: abitazioni di tipo popolare

  • A/5: abitazioni di tipo ultrapopolare

  • A/6: abitazioni di tipo rurale

  • A/7: abitazioni in villini

  • A/8: abitazioni in ville

  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi artistico-storici

  • A/10: uffici e studi privati

  • A/11: abitazioni e alloggi tipici dei luoghi

Per poter continuare a considerare il proprio immobile come edificio rurale dovranno essere accertabili i seguenti requisiti:


  • il fabbricato deve essere posseduto dal soggetto titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno (affittuario) purchè rispondenti alla qualifica di imprenditori agricoli;

  • l’immobile deve essere utilizzato esclusivamente come abitazione e non deve avere fini commerciali;

  • il terreno cui il fabbricato è asservito deve avere superficie non inferiore ai 10mila metri quadrati;

  • il volume d’affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve essere superiore alla metà del suo reddito.

Nel caso il vostro stabile non corrisponda più ai suddetti requisiti dovrete quindi provvedere a contattare un professionista (ingegnere, architetto o geometra) e a comunicare al catasto la nuova planimetria con allegata la denuncia. L’Agenzia del Territorio pubblicherà di conseguenza la nuova rendita catastale su cui il contribuente inizierà a pagare la nuova Ici e Irpef.

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