Sfratti congelati fino al 15 ottobre 2008

Congelamento sfratti Una notizia destinata a suscitar polemiche quella di oggi sul blocco di 12 mesi degli sfratti. Garantista per certi versi, il provvedimento minaccia serie lesioni agli interessi personali di molti cittadini in lotta per lo sfratto di inquilini insolventi. Ma niente paura! Se dell’intervento si avvantaggeranno circa 2.900 famiglie “disagiate”, non saranno congelati gli sfratti per “morosità”, che costituiscono circa il 70% dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili destinati ad abitazione e che riguardano sempre più famiglie alle prese con rinnovi di contratto inaccessibili.

Con l’obiettivo dichiarato di ridurre il disagio abitativo degli anziani in attesa che vengano stanziati 550 milioni per la creazione di sistemazioni alternative. Con un ordinario disegno di legge il Governo blocca gli sfratti di portatori di handicap e percepenti un reddito inferiore ai 27.000 Euro annui.

Largo dunque al tanto atteso Piano Casa che dovrebbe, nelle migliori intenzioni del governo, sanare l’emergenza casa nell’arco di 10 anni.
La logica del provvedimento "non è di mera proroga - si legge nel testo di legge - ma si inserisce nell'attuazione del 'programma casa' deciso all'esito della concertazione istituzionale per la programmazione in materia di edilizia residenziale pubblica", che "ha bisogno ancora di qualche mese per essere definitamene realizzato".

Nel testo si ricorda che "si sono già trovati i finanziamenti previsti in particolare nel decreto legge 1 ottobre 2007 n.159, in fase di conversione in Parlamento, per un importo complessivo di 700 milioni di euro ma occorre ancora un po' di tempo per la loro concreta utilizzazione". Senza l'ulteriore proroga proposta, si spiega, "si vanificherebbe completamente il progetto complessivo voluto dalla legge n.9, che aveva come fine fondamentale quello di consentire il passaggio da casa da casa delle persone svantaggiate senza soluzione di continuità".

Il provvedimento, è scritto nello schema del decreto, "non comporta ulteriori oneri per la finanza pubblica, perché era stato notevolmente sovrastimato il numero delle famiglie coinvolte, indicate in 30.000 in relazione tecnica, mentre da recenti rilevamenti delle Prefetture risulta che le famiglie non superano le 3.000 unità" (v. articolo).

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