Le verità nascoste dei mutui per giovani precari

Mutui giovani precari Crisi dei mutui subrime: molta indignazione e nessuna comprensione del fenomeno, certo in Italia difficilmente potrebbe replicarsi un effetto domino di tali proporzioni, visto l’eccesso di garanzie richieste per accendere un mutuo! Nel nostro paese infatti il Mutuo per i giovani precari è ancora un sogno. Non facciamoci ingannare da demagogiche offerte commerciali al limite della trasparenza. Come ampiamente dimostrato da un video realizzato da Repubblica TV, ottenere un prestito o finanziamento è difficilissimo ancora di più per i giovani precari e privi di un posto fisso e uno stipendio sicuro.

La telecamera nascosta di questo servizio invece dimostra che ciò che le banche dicono in pubblicità è l’esatto contrario di quanto avviene in filiale nella vita reale. In questo video un operatore finanziario in un istituto di credito ignaro di essere ripreso e registrato dice apertamente egli stesso che i messaggi che passano in radio e tv sono ingannevoli e non corrispondono alla realtà.
Anche chi propone in pubblicità un mutuo sul 100% del costo della casa non dice la verità in quanto il credito erogato si ferma all’80% dello stesso e il resto è imputabile ad una polizza assicurativa che deve pagare ovviamente il cliente.

Le proposte delle banche…

In Italia l'esercito dei giovani con contratto a termine conta circa 2,5 milioni di leve. E alla precarietà del posto di lavoro, in molti dei casi, si accompagna altrettanta incertezza nella costruzione di un progetto di vita. A partire dalla casa.

Proprio per questo negli ultimi anni alcune banche hanno lanciato prodotti ad hoc. Pioniere è stata la Banca di Roma, con Mutuo Giovane, il finanziamento dedicato a giovani lavoratori, senza discriminazioni nei confronti dei contratti a tempo. L’intento è quello di aprire ai lavoratori atipici il mercato del credito immobiliare, richiedendo solo alcuni requisiti minimi di garanzia: non avere oltre 35 anni, avere un contratto in corso, aver svolto un'attività lavorativa per almeno 30 mesi negli ultimi 3 anni- con eccezione delle prestazioni occasionali, avere un rapporto rata-reddito non superiore al 35%, essere non oltre 2 richiedenti due".

Certo molte banche applicano al tasso di interesse per i mutui dedicati ai precari uno spread maggiore delle offerte tradizionali, quindi bisogna essere accorti nella scelta.

Altro prodotto studiato per i giovani atipici è Mutuo Atipici di Banca Woolwich. In questo caso vale quanto detto da Anedda. Lo spread applicato al tasso base è questa volta dell'1,90%, mentre nei prodotti tradizionali oscilla tra l'1,40 e l'1,60%.
A quel punto è più conveniente affiancare la garanzia di un genitore o del partner che abbia un contratto a tempo indeterminato, perché in quel caso l'istituto concede un finanziamento di tipo tradizionale, che ha un costo inferiore.
Ma il vero limite dei mutui ad hoc è il capitale finanziabile che non supera, in entrambi i prodotti suddetti, i 150.000 euro. Poca cosa, soprattutto nelle grandi città. E visto che l'importo massimo non può superare l'80% del valore, l'unica possibilità è quella di avere un capitale liquido residuo da aggiungere al prestito della banca.
Mutuo Giovane di Banca di Roma prevede la possibilità di differimento delle rate fino a un massimo di 6 mesi, nel caso di perdita del lavoro, oppure la possibilità di allungare la durata fino a 35 anni.
In entrambi i casi non ci sono formule intermedie tra il tasso fisso e il variabile, mentre nelle offerte di mutuo tradizionale esistono oggi una varietà di condizioni miste.

Tra le banche disposte ad accollarsi il rischio maggiore, Bancapulia che, pur non offrendo prodotti specifici, garantisce comunque una valutazione sulla capacità di solvenza del giovane richiedente. E non sarà naturalmente la stessa cosa se a chiedere un mutuo è un giovane con contratto a termine da appena tre mesi e un altro che ha già alle spalle 24 mesi di attività, seppure a tempo determinato.

…e dei comuni: il mutuo sociale.

Social Housing, lo chiamano così, il grande progetto che comuni e regioni portano avanti autonomamente per incontrare le esigenze delle nuove generazioni di precari. Per molti municipi questo significa creare un ente che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, che viene bloccata in caso di disoccupazione e che non passa attraverso le banche.

Ad Alessandria ad esempio il concetto di casa sociale si lega a indissolubilmente con l’azienda Oikos, che del progetto è lo strumento operativo di implementazione.
Obiettivo del progetto è l’esercizio di tutte le attività, iniziative e strumenti volti alla promozione, progettazione e gestione di strutture abitative destinate alle fasce più deboli del mercato della locazione presenti nella città di Alessandria.
L’iniziativa è l’esempio concreto di collaborazione pubblico/privato con la peculiarità di offrire agli inquilini la possibilità di divenire nel lungo termine proprietari delle unità immobiliari.
L’affitto versato dal conduttore, infatti, non è solo un canone calmierato, ma una rata di mutuo senza anticipo che non va mai a fondo perso trasformandosi dopo ogni versamento, in un mattone della futura proprietà.
Più precisamente, la proprietà dei cespiti è in capo a Oikos 2006 che la manterrà per tutta la durata del mutuo, previsto per la durata massima di 35 anni. Alla fine di questo periodo, gli inquilini ne potranno diventare i legittimi proprietari, fatto salvo, comunque, il diritto anticipato di opzione per l’acquisto dell’immobile al termine
di periodi predeterminati.

Tempi duri per i “bamboccioni”, la cui unica richiesta è di poter avere un tetto sopra la testa (v. articolo Beppe Grillo)

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