Monte dei Paschi di Siena: quali rischi corrono i risparmiatori? (seconda puntata)

Come ho scritto ieri, non credo proprio che facciano fallire Mps, comunque mi sembra sensato farvi un quadro delle conseguenze che potrebbero subire i risparmiatori che hanno investito in qualche modo nel Monte dei Paschi di Siena.

Chi ha sottoscritto quote di fondi comuni, fondi pensione o Etf è completamente tutelato. Quanto ha versato è depositato presso una banca che si occupa di movimentare e custodire tale denaro - il patrimonio del fondo - tenendolo ben distinto dalle altre sue attività patrimoniali - a garanzia del risparmiatore in caso di eventuale fallimento dell'istituto di credito.

Nel caso della sottoscrizione di obbligazioni, le difficoltà dell'azienda che emette i titoli si può riflettere sui bond. Il primo effetto può essere rappresentato da una riduzione del prezzo dell'obbligazione, che può scendere anche sensibilmente al di sotto della parità.

Il cliente che si trova a dover vendere il titolo difficilmente riuscirebbe a recuperare il capitale investito. L'unica eccezione in casi come questi è rappresentata dalle  obbligazioni emesse dalle Banche di Credito Cooperativo, visto che c'è un fondo di garanzia a questo fine.

In caso di default - che ovviamente ad oggi è altamente improbabile -, le obbligazioni, diversamente dai depositi, non sono coperte dal fondo di garanzia, e quindi in caso di fallimento dell'emittente il sottoscrittore perde tutto il capitale investito o gran parte.

Se prendiamo poi i cosiddetti pronti contro termine - ovvero quell'operazione con cui una banca fa provvista di denaro a breve termine vendendo dei titoli a un acquirente e  impegnandosi a riacquistarli ad un prezzo più alto in una data successiva. In genere per questo tipo di operazioni le criticità sono limitate perché si tratta di operazioni che hanno una durata limitata.

Le criticità sono ridotte, avendo questo tipo di contratti una durata ridotta. Anche le possibili difficoltà relative all’emissione del titolo sottostante sono un problema della banca e non del cliente del contratto.

Ovviamente il quadro si complica se chi ci cede i titoli del pronti contro termine poi fallisce. In questo caso si rischia di restare con carta straccia in mano se i titoli non valgono nulla.

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