Phishing, come non cadere nella rete

Picture by Aymstar on DeviantArt E’ di Varese il primo condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per phishing. «L'ho fatto un po' per scherzo – avrebbe detto ai magistrati durante le indagini – non pensavo che avrebbero abboccato in tanti».
Appassionato di informatica l’uomo avrebbe mandato SMS da un sito acquistato tra gennaio e giugno dell'anno scorso invitando gli utenti a chiamare un numero telefonico (indicato come di servizi interbancari) per accertare il probabile uso fraudolento della propria carta di credito.

Ma quando i truffati chiamavano, rispondeva loro un messaggio automatico, predisposto sempre dal ragazzo, che chiedeva di inviare i codici di carta di credito. Codici che venivano usati per fare spese.

Sempre più numerose, le casistiche di truffa a danno dei consumatori stanno danneggiando numerosi correntisti che, nella speranza di salvare i propri risparmi cadono nella rete.

La Confconsumatori, a seguito delle sempre più numerose segnalazioni di utenti che ricevono, al proprio indirizzo di posta elettronica, email recanti i loghi contraffatti di Istituti di credito e di primarie aziende, contenenti la richiesta di dati personali e riservati, ha redatto un vademecum per i consumatori al fine di difendersi dal phishing.

La guida, a cura della Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi, punta a fornire agli utenti un valido supporto per evitare di cadere nella trappola del phishing. Gli Istituti di credito maggiormente presi di mira sono in particolare Banca di Roma, Banca Fideuram e Intesa Sanpaolo, ma anche Poste Italiane.

Viene in particolare raccomandato di non cliccare su link presenti in email “sospette”, e di rimuoverle dal proprio pc. Ma anche di diffidare da email con le quali venga chiesto l’inserimento di dati riservati (nome utente, password, codice operazioni, codici di pagamento, altre informazioni personali). E’ altresì utile aggiornare costantemente i sistemi di sicurezza del proprio pc (antivirus, antispam, antispyware, ecc.), e utilizzare, eventualmente, il sistema toolbar antiphishing.

Segnaliamo un interessante analisi di un caso di truffa telematica per evitare che siano i soliti pesci piccoli a rimanere incastrati nella rete!

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