RAEE: quanto costerà smaltire i rifiuti high-tech?

La Direttiva Europea risale al 2002 mentre il decreto legislativo di recepimento nazionale al 2005, come è possibile quindi che la normativa sulla raccolta differenziata dei materiali elettronici non sia ancora in vigore? Vuoi per lungaggini burocratiche vuoi per qualche interesse di nicchia, il via libera alla fantomatica RAEE è stato dato solo in questi giorni, dopo aver acconsentito allo smaltimento selvaggio dei rifiuti tecnologici per generazioni (v. viedeo). Sarà infatti operativo da martedì 20 novembre, in seguito alla pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del decreto ministeriale 25 settembre 2007, n. 185 con cui si istituisce il registro nazionale dei produttori e la sovrattassa per lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici.

Finalmente al via il nuovo sistema di gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche - RAEE: viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Ambiente che disciplina il nuove sistema di gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – RAEE.

La nuova normativa si basa sul sistema multi-consortile, fortemente voluto e ispirato dall’Unione Europea, grazie al quale i responsabili della gestione di questi rifiuti non saranno più i Comuni ma i produttori delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Le novità del RAEE per le imprese

Per finanziare il sistema di raccolta e di recupero, i produttori di apparecchiature hanno la possibilità, ma non l'obbligo, di applicare un contributo: la cosiddetta visible fee. Il sovrapprezzo, definito dal produttore o dal sistema collettivo al quale ha aderito, deve essere commisurato ai costi sostenuti per garantire il recupero o il riciclo e verrà applicato da lunedì prossimo, 12 novembre.
Il sistema distributivo riceverà fatture in cui sarà evidenziato il contributo e dovrà comunicare ai consumatori, con cartelli nei punti vendita, l'ammontare del fee richiesto dal produttore.
Il sistema realizzerà così una diversa ripartizione dei costi di gestione dei rifiuti tecnologici: mentre oggi sono pagati in modo indifferenziato da ogni cittadino con la tassa o la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, nelle prossime settimane le risorse per garantire il recupero degli apparecchi saranno assicurate dai consumatori che acquisteranno questo genere di prodotti.

Con il Registro nazionale dei produttori si realizzerà un censimento degli operatori e, sulla base delle informazioni sul peso degli apparecchi immessi sul mercato, si definirà la ripartizione fra le imprese dei costi di raccolta e recupero dei Raee. Le iscrizioni saranno gestite dal sistema delle Camere di commercio che, insieme ad Anie, ha predisposto un manuale che verrà diffuso nei prossimi giorni.

… e per i cittadini

Dal 20 novembre prossimo chiunque desideri smaltire il proprio computer o il frigorifero potrà recarsi nelle “eco-piazzolle” del proprio comune e fare affidamento sul ritiro gratuito dei rifuti high-tech dismessi.
Per chi compra un nuovo apparecchio, sarà tutto più semplice: il ritiro di quello vecchio sarà a carico del negoziante.
Tuttavia sui rifiuti tecnologici pende già lo spettro del sovrapprezzo: e questo scatterà già lunedì prossimo, come osserva l'edizione online de Il Sole 24 ore: dal 12 novembre "i produttori di apparecchiature hanno la possibilità, ma non l'obbligo, di applicare un contributo" (detta visible fee). Il sovrapprezzo eventuale dovrà essere comunicato ai clienti con cartelli nei punti vendita.

Il risparmio ecologico

L’obiettivo “sarebbe” quello di recuperare - nel primo anno - 4 kg pro-capite di materiali elettrici ed elettronici: in questo modo 240′000 tonnellate di rifiuti pericolosi uscirebbero dal ciclo della gestione dei rifiuti dei Comuni. Bisogna considerare che attualmente i RAEE crescono del 3,5% all’anno e che appena il 10% di questi rifiuti viene differenziato.
In Europa vengono prodotte ogni anno 6,5 milioni di tonnellate di RAEE.

  • shares
  • Mail