Prestiti vitalizi, quando il debito non ha età né scrupoli!

Tonino Guerra e l\'ottimismo Si tratta di un vero e proprio allarme sociale. Parliamo dei prestiti vitalizi agli over 65, bombardati continuamente da annunci di prestiti a tasso favorevole in grado di distruggere il bilancio già precario di intere famiglie.
"Se hai più di 65 anni di età e sei proprietario di una abitazione, puoi avere da 32 mila a 450 mila euro, per tutta la durata della tua vita", questo uno degli annunci fatti circolare recentemente dagli istituti di credito con tecniche che rasentano lo sciacallaggio.
Secondo l’inchiesta dalla Associazione Consumatori della Regione Lazio sarebbero proprio gli anziani con un’abitazione i preferiti dalla banche.

Con queste formule di finanziamento, banche e finanziarie concedono una somma che va dal 20 al 50% del valore della casa, in relazione all'età del richiedente: in genere, sotto i 70 anni si può ricevere il 20%, sopra i 90 anche il 50%. Il titolare, può beneficiare del prestito senza preoccuparsi di pagare le rate, saranno, infatti, gli eredi a provvedere all'estinzione del debito. Nel frattempo, però, se il proprietario di casa ha la fortuna di vivere a lungo, il debito cresce a dismisura.

Non male se consideriamo che sono 8,5 milioni le famiglie italiane con più 65 anni proprietarie di un immobile (solo nel Lazio sono 717.782), per un valore di 900 miliardi di euro (v. l’inchiesta originale).

Il prestito vitalizio (introdotto con la finanziaria 2006 dall'ex ministro Giulio Tremonti), è l’unico strumento finanziario che prevede il calcolo di interessi sugli interessi, ovvero il debito viene “ricapitalizzato” ogni anno, dando luogo all’anatocismo. In Italia è vietato, ma per i prestiti vitalizi, la legge consente un’eccezione.
Con questo sistema, se il pensionato chiede un prestito di 100mila euro, con un tasso di interesse dell'8%, dopo un anno la cifra da restituire si aggira a 108mila euro. In seguito, però, gli interessi non si calcolano più sul capitale iniziale, ma sull’intero debito. Così, trascorsi 5 anni, la cifra sale a 146mila euro; in 10 anni a 215mila euro; dopo 15 anni siamo già a 317mila euro: oltre il triplo del capitale iniziale. Il finanziamento, inoltre, non prevede il consenso degli eredi.

Di fronte ai risultati di questa inchiesta l’Assessore alla Tutela dei Consumatori della Regione Lazio, Mario Michelangeli dichiara: “un meccanismo a “tagliola” che deve essere modificato ponendo maggiore attenzione al crescente disagio sociale dei pensionati che per necessità diventano oggetto di veri e propri raggiri. Dobbiamo creare strumenti di tutela per gli anziani e di contrasto per arginare questo fenomeno.
I dati forniti dall’Istat testimoniano una situazione drammatica: oltre il 32% dei pensionati arriva con grande difficoltà a fine mese e il 27,4% delle coppie senza figli non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 600 euro.

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