Jungo, l'autostop urbano che fa risparmiare

Jungo La chiamano la strategia della pulce e parte dal semplice assunto che il traffico è una risorsa sotto-utilizzata. Sembra paradossale ma se ci si pensa bene il traffico stradale è come una ragnatela di nastri trasportatori che spostano un numero di persone ben inferiore al volume potenziale - su 100 auto viaggiano in media 120 persone, ma potrebbero essere 3-400.

La risposta allo stress da traffico per una maggiore efficienza dei trasporti si chiama Jungo ed è l'innovativo sistema di mobilità urbana ed extraurbana che "sfrutta" il flusso naturale di automobili già in movimento (diversamente dal car-sharing e dal car pooling che sfruttano auto precedentemente 'prenotate') sviluppato da un intraprendente cittadino di Trento.

Funziona formalmente come un autostop di massa organizzato e orchestrato da una centrale operativa. Ogni aderente all'iniziativa dovrà al momento del passaggio esibire la "card" nominativa apposita e la differenza sostanziale con il normale autostop risiede nel fatto che "l'autostop comporta dei rischi, non sai mai chi imbarchi in auto o chi è a darti il passaggio - spiega Gorini, avvocato 45 enne ideatore del sistema - Il sistema Jungo invece è a prova di sicurezza: la card si rilascia solo a chi non ha precedenti penali e stradali; ogni utente se nota irregolarità nella condotta di altri (es. guida in stato di ebbrezza) è invitato a segnalarlo al gestore del sistema, che può decidere di ritirare la card all'inadempiente; infine, quando si incontrano, gli utenti possono verificare l'autenticità della card altrui tramite lo Jungo-tell, un apposito servizio di call-center".

Al termine della tratta il passeggero rimborsa il pilota con un ticket, prefissato da Jungo: quindi il vantaggio economico è bilaterale. Con uno o più passaggi in stile 'Jungo', l'utente può ridurre l'utilizzo della propria auto, i costi e i tempi connessi alla ricerca di un parcheggio, il fastidio di guidare ….e fare ogni giorno nuove conoscenze !
Il tempo medio di attesa (TMA) previsto per ciascun passaggio su strade di traffico medio-alto, raggiunta la massa critica di utenti dell'1% (utenti/popolazione di un territorio), è pari a 6 minuti.

Il movimento conta quasi mille aderenti, e ha referenti locali in 11 città del Nord Italia. E'
allo studio un esperimento pilota a fini di ricerca e per creare la 'culla' di Jungo. La mission del movimento: ridurre le auto creando un mezzo 'open source', a diffusione generale, autoregolato, eco-sostenibile.

Vantaggi per tutti

Ma c'è di più. L'utente Jungo che mette a disposizione l'auto ha un doppio beneficio: viaggia in compagnia e risparmia, perché è previsto che il passeggero paghi un ticket di 0,20 € fissi più 0,10 € a km, "praticamente la metà di quanto gli enti pubblici o le aziende versano ai dipendenti come rimborso viaggi" spiega Gorini. E aggiunge: "Il passeggero Jungo, a differenza della pulce, non è un parassita ma contribuisce ai costi del viaggio, e a ridurre il traffico". Un bel risultato per un paese come l'Italia, con circa 34 milioni di automobili per 57 milioni di abitanti, la media più alta d'Europa.

Requisiti

Per 'decollare' il sistema Jungo impone però alcuni requisiti: ad esempio occorre una certa densità di utenza rispetto al totale degli automobilisti, altrimenti chi aspetta il passaggio rischia attese infinite. L'ideale, dice Gorini, è scegliere strade con un buon flusso di traffico - almeno 500 auto l'ora - e partire con un numero di aderenti pari all'1% del territorio (metà conducenti e metà passeggeri). In concreto significa che in una provincia come Rimini, con 290.000 abitanti, lo Jungo funziona a partire da 2.900 utenti, a Trento 4.900, a Torino 9.000. "L'obiettivo è ridurre i tempi di attesa a 5-6 minuti al massimo". Anche tenuto conto che in Italia, dati Istat, il 58% degli spostamenti non superano i 5 km e 15 minuti di percorrenza al giorno (mentre in Europa la metà degli spostamenti sta sotto i 3 km).

Il progetto pilota

Per ora il progetto Jungo resta sulla carta, anche se l'associazione fondata da Gorini ha già un migliaio di aderenti, "e sta per partire un esperimento pilota: per qualche mese alcuni volontari faranno l'autostop in varie cittadine del nord Italia, sulle stesse tratte e negli stessi orari, misurando i tempi di attesa e studiando le condotte della gente - spiega Gorini - Io stesso a Rimini sto facendo regolarmente l'autostop e, pur senza card, vedo che la gente risponde bene, mi caricano anche le ragazze e le signore". Sarà il 'fascino discreto' da avvocato? Certo gli scapigliati con la barba incolta avranno vita più dura, ma la card d'identità fa sperare anche per loro. "Non ci aspettiamo che la gente risponda subito in massa: saranno prima i giovani, o i più spigliati e avventurosi a provare lo Jungo; e con il tempo il sistema si mostrerà così efficace che convincerà tutti". Ma non è un po' utopico? "La stessa obiezione si faceva ai tempi dei primi cellulari o dei primi pc, 'a che mi serve?' si diceva, ma oggi non possiamo farne a meno" nota Enrico. "Lo Jungo è un'utopia calcolata, non punta sui buoni sentimenti ma sulla convenienza. E poi crescono le persone stufe dell'auto, di viaggiare da sole, imbottigliate ore nel traffico in mezzo allo smog. La gente ha voglia di invertire rotta: lo Jungo le dà un modo per farlo".

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