A galla i costi sommersi della guerra in Iraq

Costi della guerra 20 mila dollari a famiglia e 3.861 vittime tra le forze armate militari fino ad ora. Questo il peso economico ed umanitario della strategia bellica adottata dagli Stati Uniti da qualche anno a questa parte.
Lo scandalo contabile che sta investendo in questi giorni l’amministrazione Bush nasce da un report stilato dalla commissione Economica congiunta del Congresso che evidenzia i costi “sommersi” della guerra in Iraq.
I conti non tornano a casa Bush: stando al bilancio approvato dal Parlamento si limiterebbero a 800 miliardi di dollari i fondi impiegati dal 2002 ad oggi, mentre si parlerebbe di una cifra addirittura doppia nel rapporto della commissione bicamerale condotto dai gruppi parlamentari democratici.

Per il Washington Post , che ha letto il documento poche ore prima della sua presentazione formale a Capitol Hill, se la spesa militare proseguirà agli attuali livelli, nei prossimi anni il bilancio complessivo raggiungerà i 350 miliardi di dollari, e il costo per famiglia potrebbe raddoppiare fino a 46.300 dollari nella prossima decade.

Tra i costi invisibili al Pentagono ci sarebbero l’incremento dei prezzi del greggio (il costo del petrolio è triplicato dall'inizio della guerra in Iraq, nel 2003), le spese di assistenza sanitaria ai veterani ), (questa voce costerà, da sola, 30 miliardi di dollari) e gli interessi sul deficit.

Il rapporto intitolato 'I costi nascosti della guerra in Iraq" denuncia quindi i costi economici totali del finanziamento della guerra, che ha stornato miliardi di dollari da investimenti produttivi, distratto dai loro compiti in patria i riservisti della Guardia nazionale richiamati invece al fronte, con una perdita totale di uno-due miliardi di dollari per i lavoratori americani.
"Questo rapporto rende chiaro come il sole che il costo di questa guerra in termini di uomini e denaro è per questo paese tragicamente inaccettabile", ha dichiarato il senatore Charles Schumer, il presidente della commissione. I repubblicani della commissione tuttavia denunciano di essere stati esclusi dalla ricerca. "Vedremo dove vogliono arrivare, ma ma quello che appare certo sin da ora è che la leadership del Senato cerca in tutti i modi di proteggere i loro proclami di sconfitta", ha affermato il portavoce del senatore repubblicano, Sam Brownback.

Dopo oltre un milione di vittime tra i civili nella guerra in Afghanistan-Iraq l’America sembra far della pace una bandiera ideologica stando ai programmi elettorali dei candidati alla Casa Bianca. Sarà perché costosa sarà perché fondamentalmente inutile questa guerra sembra finalmente arrivata ad un punto di svolta. Proprio nelle ultime ore le forze armate americane in Iraq stanno implementando il maggiore trasferimento di poteri alle unità irachene, con un graduale richiamo delle 30mila truppe in più inviate dal presidente Bush per stroncare le violenza settarie nel Paese. La Terza Brigata, 1a Divisione Cavalleria, lascia l'Iraq e porta a 19 il numero delle brigate da combattimento impegnate sul terreno. La Terza Brigata sta rientrando a Fort Hood, in Texas, e non è che l'inizio: nei prossimi mesi le brigate in Iraq dovrebbero scendere a 15 e gli attuali 167mila soldati diventare 140mila entro metà 2008, sei mesi prima del cambio della guardia alla Casa Bianca.
Anche se il numero di effettivi morti in Iraq quest'anno ha toccato quota 856, il numero più alto dall'inizio della guerra, nelle ultime settimane i caduti americani e civili iracheni sono in calo…davvero una magra consolazione!

  • shares
  • +1
  • Mail