Tfr, cosa bolle nella pentola dei fondi negoziali?

Tfr Oltre 7.000 spot, di cui 30.000 solo sulle radio, annunci stampa, affissioni, seminari informativi e convegni, più una valanga di articoli, sembrerebbero aver sfondato il muro dell’indifferenza delle classi lavoratrici sulla riforma del Tfr colpendo il 90% del target primario designato sull’alternativa della scelta!
Stando al rilevamento del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale reso pubblico ieri a Roma sarebbe il 62,35% l’adesione alla previdenza complementare registrata fino ad ora.

L’importanza dell’informazione è attestata dalla rilevante quota di lavoratori che ha optato per una scelta “esplicita” di destinazione del proprio Tfr (fondi aperti o fondi chiusi). Sarebbe infatti limitato ad un esiguo 3% il silenzio assenso registrato nei primi mesi di riforma previdenziale, dato per favorito dai pronostici.

Certamente la campagna informativa ha avuto l’effetto sperato aumentando la soglia di attenzione del pubblico dei lavoratori ma questo comunque non basta a spiegare la determinazione con cui gli italiani si sono adoperati per una scelta consapevole.

I numeri della scelta esplicita

Nelle imprese medie e grandi i sindacati hanno fatto la loro parte, convincendo iscritti e colleghi ad aderire ai fondi, mentre nelle piccole sarebbe prevalso l'interesse dell'imprenditore a tenere il Tfr in azienda, con conseguente pressione sui dipendenti. Ma in un senso o nell'altro la scelta è stata fatta. E le adesioni alla previdenza complementare, che non arriveranno alla fatidica soglia del 40% fissata come obiettivo dal Governo, si attesteranno intorno al 30-35, una percentuale che rappresenta comunque un discreto passo avanti.

...e del silenzio assenso
Cosa è successo al Tfr rimasto in azienda? Nel caso delle aziende oltre i 50 dipendenti il Tfr è confluito nelle casse della Tesoreria che intende garantire la liquidità di altre casse (Anas e Ferrovie) e guarda quindi con ansia al successo del meccanismo del silenzio-assenso. Al momento sarebbero 133,172 miliardi le entrate contributive delle casse Inps, inoptati da tre milioni di lavoratori che hanno lasciato il proprio Tfr in azienda prediligendo un meccanismo di liquidità più immediato.

Cosa nascondono i fondi di categoria

Non è tutt’oro quello che luccica nei fondi di categoria però! Riprendiamo un interessante articolo su Economiaefinanza dove un consulente assicurativo mette in guardia dai fondi negoziali proposti dai sindacati, dati in gestione a fondi privati bancari o assicurativi. Sui fondi negoziali il lavoratore paga le commissioni di gestione come fosse un normale aderente ad un fondo privato e in più i sindacati ci guadagnano dando in gestione a terzi i soldi dei lavoratori. Ricordiamo inoltre che una volta destinato il proprio Tfr ad un fondo negoziale non si può tornare indietro! Il problema nel caso di una scelta simile è che i risultati di crescita sono nettamente inferiori ad un fondo privato. L’esempio più significativo è il comparto “crescita” del fondo Cometa, che dovrebbe essere il più remunerativo, ottenendo nel 2006 un interesse del 2,5% a fronte di interessi del 10% dei principali fondi pensione privati.

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