S.(p.A.) Pietro, il premio produttivià entra in Vaticano!

Dogma di Kevin Smith “I preti che molestano i bambini vanno all’inferno? No, vanno a Los Angeles, dove la diocesi ha sborsato 660 milioni di dollari per risarcire le vittime. Il Vaticano è quello che non paga le tasse, la Chiesa cattolica è quella che incassa l’8 per mille. La pedofilia tocca solo alle chiese locali”.

Così ironizza Luttazzi nel suo Decameron sui tristi fatti di cronaca e gli scandali fiscali che coinvolgono la Chiesa Cattolica del XXI secolo.
E mentre a Bruxelles attendono una risposta sull’esenzione concessa ai beni vaticani, una nuova notizia è destinata a suscitare scalpore: dal prossimo primo gennaio in Vaticano saranno introdotti criteri di meritocrazia per la retribuzione dei dipendenti più capaci e produttivi!
“Dedizione”, “rendimento” e “professionalità” le tre virtù cardinali che apriranno ai dipendenti della Santa Sede le porte dell’aumento salariale!

La decisione, leggiamo sull’articolo del Sole 24 ore di oggi, è stata presa ieri mattina in una riunione nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico presieduta dal segretario di Stato, Tarcisio Bertone, tra i capi dicastero e i vertici degli organismi collegati con la Santa Sede o amministrativamente dipendenti dall'Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, il ministero del Tesoro vaticano). Bertone non è nuovo a decisioni forti e innovative, che in poco più di un anno hanno rivoluzionato la struttura della Santa Sede e il gruppo di comando.

Quanto guadagnano i dipendenti di S.(p.A.) Pietro? Attualmente lo stipendio-base degli addetti in servizio in Vaticano va dai circa 1.300 euro del primo livello ai circa 2.300 euro del decimo livello (cui vanno aggiunti gli scatti di anzianità, le integrazioni e le indennità varie). In base ai nuovi criteri che premiano il rendimento e la professionalità, tra un livello e l'altro di inquadramento si aggiungeranno dei livelli intermedi.

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