Fiat Pomigliano: stipendio per i 19 operai Fiom reintegrati ma resteranno a casa

    Update - I 18 operai Fiom di Pomigliano, il 19esimo è in aspettativa, reintegrati dalla magistratura nella causa intentata per discriminazione sindacale hanno lasciato lo stabilimento Fiat, dopo diffida dell'azienda, per evitare "di essere licenziati".

Saranno regolarmente retribuiti ma resteranno a casa i 19 operai Fiat di Fabbrica Italia a Pomigliano d'Arco (NA) reintegrati sul posto di lavoro dalla Corte d’appello di Roma. L’azienda ha fatto sapere che al momento non c’è possibilità per i lavoratori di tornare in fabbrica, a causa della crisi il loro impiego sulla linea di produzione sarebbe superfluo.

Uno dei 19 reintegrati, Antonio Di Luca, in aspettativa per motivi elettorali in quanto capolista alla Camera per Rivoluzione Civile Ingroia ha spiegato così quel che è successo:


Terminato il corso di formazione questa mattina i 18 si sono presentati ai cancelli dello stabilimento ma è stato chiesto loro di non marcare il badge in quanto l'azienda non saprebbe dove collocarli. Lo shift manager ha comunicato che i lavoratori della Fiom verranno ugualmente retribuiti.

Di Luca ha poi aggiunto:

Si fa fatica a non interpretare la scelta del management di non impiegare i sindacalizzati Fiom come un tentativo maldestro e reiterato di umiliazione. Una umiliazione che i lavoratori respingono interamente al mittente: come pensano di saper impiegare i rimanenti tremila esuberi se oggi non sono in grado di dare una mansione ai 18 che la magistratura vuole al loro posto di lavoro?

Infine la stoccata all'amministratore delegato Sergio Marchionne, che ieri aveva ammesso il "grave errore" commesso con Fabbrica Italia Pomigliano:


Marchionne passerà anche per essere il manager dei due mondi ma a Pomigliano, come a Melfi, inciampa continuamente in sortite strumentali che svelano solo cattivo gusto e mancanza di rispetto oltre che per le organizzazioni sindacali non servili anche per le istituzioni giuridiche.

Gli operai però non sono tornati subito a casa, sono rimasti all'interno della saletta in cui hanno fatto il corso, aspettando una comunicazione scritta ufficiale. La Fiom non ci sta e annuncia una diffida contro la Fiat. Il segretario generale delle tute blu di Napoli, Andrea Amendola, come riporta l'Ansa, rende noto che sarà presentato anche un esposto in procura:

per ulteriore discriminazione. Ai lavoratori è stato inibito di girare per lo stabilimento. Noi presentiamo una diffida per il comportamento aziendale.

L’ad Marchionne ieri a Torino ospite di "Repubblica Festival delle idee" aveva detto che il suo sbaglio più grande è stato annunciare Fabbrica Italia, la Newco di Pomigliano sciolta dopo meno di 3 anni. La società aveva rilevato impianti e lavoratori dello stabilimento Giambattista Vico, ponendosi fuori da Confindustria e applicando il nuovo contratto Fiat. Il manager ha parlato di:


un'imbecillagine, non perché industrialmente era un'idea sbagliata.

Ma perché altrove:

si sarebbe riconosciuto il condizionamento di questa proposta alle condizioni di mercato.

Poi Marchionne ha assicurato:

tutta l'attuale occupazione del gruppo è confermata. Ho preso l’impegno, non chiuderemo nessuno stabilimento.

Il nuovo fronte è l’auto di lusso. In Cina, ha concluso il manager italo-canadese, Fiat ha grandissime opportunità posizionando Jeep, Maserati e Alfa, mentre sulla fusione con Chrysler l’ad ha detto che sarà completata entro il 2014.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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