Conto corrente: trasloco facile in 5 mosse

Cambiare conto corrente Sono il 7,68% del totale, assolutamente in linea con la media europea, i conti corrente “migratori” che abbandonano la banca vecchia per la nuova. Un flusso di 2 milioni di conti corrente retail monitorato dalla Commissione Europea con il suo “Retail banking sector inquiry”. Oltre ad avere un buon livello di mobilità i conti corrente all’italiana sono anche mediamente “giovani” (9,39 anni) rispetto alla longeva età media dei vicini comunitari (9,74 anni).

Dopo la rivoluzione liberalizzatrice del settore creditizio Pattichiari ha pensato di stilare una sintetica guida per il trasloco del conto. 5 suggerimenti pratici per evitare “fregature” e delusioni.

1. Scegliere e aprire un nuovo conto
La scelta del nuovo conto deve essere preceduta da un’attenta analisi dei costi/benefici in vista di una maggiore personalizzazione. Dopo aver chiesto il prospetto informativo alla banca è fondamentale prendere in considerazione almeno questi tre aspetti fondamentali:


  • verificare con la banca modalità e tempi di rilascio di assegni, carta di credito e carta Bancomat per evitare di rimanerne sprovvisto per qualche giorno;

  • per il servizio di banca a distanza (internet banking o banca telefonica) è opportuno verificare modalità e tempi di attivazione e di comunicazione dei codici di accesso;

  • provvedere a depositare una somma adeguata per il pagamento degli addebiti relativi ai servizi trasferiti.

Naturalmente la banca si riserva il dititto di modificare le modalità contrattuali previa notifica al cliente. Nel caso però le modifiche apportate non siano più adeguate alle esigenze si potrà rescindere il contratto entro 60 giorni dalla ricevuta della comunicazione e traslocare il conto corrente da un istituto all’altro non comporterà alcuna penale.

2. Individuare i servizi da trasferire sul nuovo conto
Al momento del “trasloco” è importante individuare con l’operatore i servizi che non potranno più essere utilizzati dopo la chiusura del conto; questi devono essere chiusi e ripristinati sul nuovo conto.

Altri servizi, anche in virtù di una propria autonomia contrattuale, possono invece restare attivi presso la vecchia banca purché sia consentito il loro regolamento con modalità diverse dall’addebito in conto (pagamento per contanti o bonifico). È il caso, per esempio, dei contratti di mutuo, dei prestiti personali, dei contratti assicurativi.

Oggi è più facile svolgere questa operazione grazie ad un prospetto standard denominato
Elenco dei servizi regolati sul conto corrente" che si può richiedere direttamente alla banca.

In linea generale:


  • se si ha un finanziamento è opportuno verificare le modalità per estinguerlo o mantenerlo

  • se si ha una carta di credito si dovrà capire se può essere mantenuta e se si possono eventualmente trasferire gli addebiti sul nuovo conto

  • se si detengono dei titoli e si intenda trasferirli, sarà necessario attivare preventivamente un conto titoli presso la nuova banca

3. Trasferire i pagamenti periodici
Nel cambiare istituto di credito si dovranno conseguentemente trasferire anche le domiciliazioni bancarie, ossia gli ordini di addebito diretto sul conto corrente, degli importi relativi alle utenze (telefono, energia elettrica, gas), alle rate dei finanziamenti, ecc.

Per trasferire le domiciliazioni presso la nuova banca si dovrà richiedere:


  • alla vecchia banca la revoca degli addebiti precedentemente domiciliati;
  • alla nuova banca l’attivazione delle domiciliazioni sul nuovo conto, comunicando le informazioni (intestazione, numero di utenza,…) relative ai servizi domiciliati che troverai sulle fatture inviate dall’azienda fornitrice del servizio, sull’estratto conto ricevuto dalla banca o sul modulo di addebito in conto originariamente sottoscritto.

Sarà contestualmente necessario comunicare i riferimenti del nuovo conto ai soggetti da cui si ricevano i pagamenti periodici (per esempio lo stipendio o la pensione).
Nei due mesi successivi al trasferimento delle domiciliazioni, è opportuno verificare le fatture che l’azienda trasmette, dove generalmente viene indicata la banca o il conto corrente sul quale gli importi dovuti sono stati addebitati.

4. Individuare gli assegni ancora in circolazione
Al fine di evitare scoperti sul vecchio conto è indispensabile effettuare un’analisi accurata degli assegni emessi e non ancora addebitati. Per individuare gli assegni emessi e non ancora contabilizzati:


  • occorre evidenziare sulle matrici del libretto degli assegni quelli già contabilizzati sul conto; nell’effettuare il controllo bisogna tener presente che la data di addebito degli assegni segue di alcuni giorni quella di emissione;

  • evidenziare sulle matrici dei restanti assegni gli assegni annullati (annotati sulle matrici stesse) e gli assegni non utilizzati, da riconsegnare alla banca.

In questo modo, resteranno non evidenziate solo le matrici degli assegni ancora in circolazione, con l’annotazione della cifra per la quale sono stati emessi.

Conviene comunque lasciare sul conto in chiusura una somma che consenta di pagare gli assegni ancora in circolazione.

5. Richiedere la chiusura del conto corrente
L’ultima “mossa” è la richiesta di chiusura del conto che consisterà nella


  • presentazione della richiesta di chiusura del conto in forma scritta;

  • riconsegnare gli assegni non utilizzati e le carte di pagamento (carta Bancomat, …);

  • verificare il saldo del conto. In caso di saldo negativo o insufficiente alla copertura degli addebiti non ancora contabilizzati (assegni in circolazione, carta di credito, canoni, ecc.) e di altri eventuali oneri (spese, commissioni, interessi passivi), è meglio provvedere ad integrare il saldo con appositi versamenti, consultando l’operatore di sportello.

Il tempo impiegato dalla banca per la chiusura del conto corrente dipende dal numero e dalla tipologia dei servizi regolati sul conto oltre che dai tempi necessari, ad esempio, per l’incasso degli assegni non contabilizzati o per l’addebito delle spese pagate con carta di credito.

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