Roma: 24 mila case popolari sotto il Cupolone

Mamma Roma Via libera definitivo da parte del Consiglio comunale di Roma all’assegnazione di a 24 mila alloggi popolari, di cui 8.500 saranno messi in vendita. Il prezzo, sottolinea l’Amministrazione capitolina, sarà stabilito in base alla normativa regionale, moltiplicando la rendita catastale per un valore stabilito. Come moltiplicatore, il Consiglio Comunale ha scelto 100 per il grosso degli appartamenti e 150 per i pochi in zone meno periferiche.

In particolare, le case saranno vendute agli inquilini, e chi non vorrà acquistare resterà all’interno pagando il canone sociale stabilito. Quindi, il Comune non intende esercitare alcuna pressione sull’acquisto delle case agli inquilini.
Il Campidoglio ha inoltre ottenuto dalle banche condizioni vantaggiose per chi acquisterà una casa popolare comunale con un mutuo. I proventi della vendita, ha reso noto l’Assessorato, verranno investiti per l’attuazione del piano casa pluriennale, ed andranno ad integrare i finanziamenti statali e regionali già ottenuti.

Le zone comprese nel piano triennale sono: Villaggio Olimpico (II Municipio); Tufello e Settebagni (IV); Casal Bruciato, Portonaccio, Verde Rocca (V); Collatino e Villa Gordiani (VI); Centocelle, Tor Sapienza e Alessandrino (VII); Torre Angela, Torre Nova, Torre Maura (VIII); Capena, Castelnuovo di Porto, Ciampino, Guidonia, Marino, Pomezia.

Regolamento

Nel corso del primo anno gli appartamenti in vendita saranno 2.424. Ogni anno le case vendute non potranno superare il 15% del totale delle case popolari comunali; nel triennio, potrà essere venduto solo il 30% delle case, come previsto dalla legge regionale ed una volta esaurita la vendita di tale quota non si potrà procedere ad ulteriori compravendite.

Il numero maggiore degli appartamenti posti in vendita (oltre il 50% del patrimonio comunale di edilizia residenziale pubblica) fa da “cuscinetto” per dar modo agli inquilini di scegliere, ampliando il raggio degli immobili che si possono cedere. Se così non fosse, quando il numero previsto di vendite non fosse raggiunto, si dovrebbero stabilire nuovi gruppi di case da cedere; e ogni volta i nuovi elenchi dovrebbero essere approvati dal Consiglio Comunale e dalla Regione.

Chi acquisterà una casa ERP del Comune non potrà rivenderla prima di dieci anni, salvo deroghe previste dalla Regione. Per evitare speculazioni – le case sono poste in vendita con scopi sociali – il Comune mantiene comunque, in caso di vendita successiva, il diritto di prelazione allo stesso prezzo della vendita d'origine.

Tutti i proventi della vendita, specifica l'Assessorato, verranno investiti per l'attuazione del piano casa pluriennale: 20.000 nuovi alloggi, di cui circa 10 mila case popolari, entro il 2011. I proventi delle vendite andranno ad integrare i finanziamenti statali e regionali già ottenuti. La previsione è che alla fine, malgrado la vendita, il patrimonio ERP del Comune non diminuirà, anzi sarà incrementato (v. comunicato).

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