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Autunno caldo per le rate dei mutui a tasso variabile

Pubblicato: venerdì 30 novembre 2007 da Dust

Rate mutui Termometro ufficiale del costo del denaro, l’Euribor è il tasso medio a cui avvengono le transazioni finanziarie in Euro tra le grandi banche europee. Non interessa esclusivamente gli istituti di credito e i circuiti finanziari, andando infatti ad incidere sulle rate dei mutui a tasso variabile. Ed è proprio una brusca impennata quella determinata dalla correzione dell’indice sul costo dei mutui. Ai livelli massimi da circa sette anni l’Euribor a un mese ha fatto levitare le rate dei mutui portando a circa 35 Euro di media gli aumenti mensili sui mutui a tasso variabile a 100 mila euro. 3,2 milioni di famiglie registreranno sensibili aumenti nel costo del mutuo a tasso variabile con il nuovo anno.

In particolare, il tasso Euribor relativo ai prestiti interbancari sulla scadenza a un mese, che oggi per la prima volta porta valuta sul nuovo anno, e’ stato fissato in rialzo di 64 punti base rispetto al fix di ieri quando aveva ancora valuta sul 31 dicembre: e’ quindi a 4,809%, il massimo da inizio 2001, dal 4,169% ieri. La scadenza a due mesi e’ stata fissata a 4,781% da 4,739% e il tre mesi a 4,776 da 4,743%. ncora una volta i rischi delle banche scaricati sui consumatori.

La spiegazione di una fluttuazione così improvvisa è attribuito alla forte richiesta di liquidità da parte delle banche, che vogliono presentarsi alla scadenza di fine anno con i conti a posto dopo un anno vissuto “pericolosamente” vista l’influenza che il “credit crunch”, la crisi dei mutui subprime, ha avuto su tutto il settore finanziario.

Gli operatori non sono allarmati per questa improvvisa impennata perché era ampiamente prevista e viene considerata una reazione alla “particolare stagione che stiamo vivendo”: solo nell’agosto scorso si è avuta una simile accelerazione.

Se tra gli operatori l’impennata non desta particolari preoccupazioni per i sottoscrittori dei mutui a tasso variabile si rischiano ripercussioni pesanti.

La grande maggioranza dei mutui a tasso variabile erogato dalle banche, infatti, ha le rate agganciate all’Euribor a uno o a tre mesi (con i valori di riferimento rilevato all’ultimo giorno lavorativo del mese precedente e al primo del nuovo mese). E’ importante osservare a quanto saranno stabiliti i nuovi tassi in definizione proprio in questi giorni.

Ricordiamo che le rate dei mutui ipotecari a tasso variabile si calcolano infatti sommando l’Euribor allo Spread annuo, percentuale che ogni specifica banca decide di aggiungere quale proprio ricavo entro i limiti del tasso di usura (fissato al 50% dei tassi medi rilevati trimestralmente dal Ministero del Tesoro).

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