Terremoto in Emilia: straordinari non pagati ai vigili del fuoco

Non hanno preso ancora un euro per gli straordinari e le indennità di trasferta decine di vigili del fuoco impegnati nelle zone terremotate dell'Emilia Romagna nei giorni successivi al sisma del maggio scorso. Dopo turni estenuanti, anche di 12 ore al giorno, sotto la pioggia e le intemperie, la situazione è questa come denunciano i sindacati dalle pagine della Gazzetta di Modena:

È una situazione ai limiti del tollerabile come del resto lo sta diventando la situazione dei mezzi. Per fortuna c'è chi continua a farci fare benzina a credito, ma i camion sono vecchi e di ciò la grande responsabilità è del comando di Modena che continua ad imporre le costose riparazioni piuttosto che chiedere al ministero nuovi mezzi.

Straordinari non pagati, benzina a credito, mezzi vecchi, mal funzionanti e pericolosi. Sembra incredibile ma tant’è. Intanto il governo fa in tempo a ordinare la bellezza di 131 caccia da guerra di ultima generazione (costo 16 miliardi di euro) per sostituire gli Amx, i Tornado dell'Aeronautica e gli Harrier della Marina, evidentemente vetusti.

Tutto ciò mentre i vigili del fuoco continuano instancabili nel loro lavoro. Nella Bassa modenese - municipio di Concordia e chiesa di Rovereto - sono tuttora operativi 14 pompieri del comando di Modena coadiuvati da 24 giovani colleghi di altri distaccamenti emiliani ed extra-regionali.

Stefano Venturini, candidato del Pdl alla Camera e consigliere comunale di Cavezzo, attacca l'esecutivo:

i mezzi sono ormai vetusti ma in compenso c’è chi, per fare bella figura davanti ai vertici dello Stato (il premier Monti), ha posizionato vetture inutili davanti al municipio di Concordia per la passerella del presidente del Consiglio.Dal sisma ad oggi non sono ancora stati versati gli straordinari agli uomini impiegati nella Bassa e neppure rimborsate le spese per il gasolio dei mezzi utilizzati. Da più fonti mi sono stati segnalati questi incresciosi fatti che denotano uno scarso interesse per l’immane sforzo messo in campo dai vigili del fuoco. All’Aquila, dopo quattro mesi, almeno era stata versata almeno la prima tranche. Qui mancano anche mezzi e attrezzature, alcuni di questi risalgono al parco macchine del terremoto del Belice e sono pericolosi.

Dal 29 maggio scorso centinaia di "angeli in rosso" si sono dati il cambio prima nei soccorsi alla popolazione e nel recupero dei beni di prima necessità nelle case colpite dal terremoto, poi nell’abbattimento e nella messa in sicurezza di edifici pubblici e abitazioni private. Allo stato non si sa per quanto proseguirà la permanenza e il lavoro dei pompieri nella Bassa modenese, dato che non si ha conoscenza di nuove ordinanze della Regione per posticiparne l’impiego.

Foto © TMNews

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