Pensioni di invalidità, esodati e Cig: parla Mastrapasqua

Intervenendo a La Telefonata di Maurizio Belpietro, in onda su Canale5, questa mattina il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua ha parlato di pensioni di invalidità da revocare, richieste di cassa integrazione, a livelli record, ed esodati.

Mastrapasqua ha detto che l’Inps dopo i controlli del caso potrebbe revocare altre 150mila false pensioni di invalidità civile, finora percepite da chi non ne aveva diritto:

l'Inps è impegnato a togliere ogni dubbio, in questi anni abbiamo revocato quasi 100mila prestazioni di invalidità civile, sui 2 milioni e 700mila attuali percettori. Il sistema sta funzionando non ha più falle in cui possono andare ad annidarsi pratiche non dignitose né trasparenti. È un problema che è stato risolto.

Sulla cassa integrazione - i dati di gennaio 2013 denunciano una situazione più che allarmante - Mastrapasqua ha fornito rassicurazioni. I soldi ci sono:

L'Inps dispone delle risorse sufficienti per far fronte a tutte le richieste.

Il 97% delle prestazioni saranno erogate:

entro i 30 giorni

A gennaio le richieste di cassa integrazione sono volate a +61,6% con una crescita del 2,7% su dicembre e del 61,6% su gennaio 2012. Mastrapasqua ha ammesso di non aspettarsi questi numeri:

che denotano il persistere della crisi e per fortuna anche il persistere delle misure per poterla fronteggiare.

Poi, soddisfatto, il presidente dell’Inps ha aggiunto che a breve l’Italia diventerà il paese con l’età pensionabile più elevata in Europa:

la Monti-Fornero è la conclusione di riforme fatte in 20 anni, oggi danno il nostro Paese come leader in Europa sull'età pensionabile e sulla sostenibilità del sistema. Nei prossimi anni, rispetto agli altri Paesi l'Italia avrà l'età pensionabile più alta, oggi la media è 61 anni e 3 mesi e siamo vicini alla Germania e un po’ più della Francia. Nel giro di 12-24 mesi dovremmo essere come età la più avanzata rispetto agli altri Paesi europei.

Incalzato sulla questione esodati Mastrapasqua ha ricordato che nella scorsa settimana sono partite le prime 25milla lettere per coloro che potranno andare in pensione dopo lo screening sui primi 65mila esodati. Nei prossimi giorni partiranno le altre lettere dopodiché toccherà al secondo scaglione di 55 mila persone ormai senza lavoro e che non sanno ancora se e quando potranno andare in pensione a seguito della riforma Monti-Fornero.

Secondo una recente analisi fatta dal Messaggero sarebbero 150 mila gli ex lavoratori che nei prossimi quattro anni potrebbero restare senza pensione. La titolare del dicastero del Lavoro calcolò gli esodati in 65mila unità nell’aprile scorso, salvo essere corretta dal direttore generale dell’Inps che parlò di almeno 130mila persone.

Poi si disse che la stima del ministro era relativa ai “già esodati” previsti dal decreto e che quella dell’Inps era invece basata sui lavoratori che potenzialmente potrebbero essere coinvolti nei prossimi quattro anni con procedure di mobilità, esodi incentivati e misure simili. Un balletto di cifre assurdo, sulle spalle di chi doveva andare in pensione e che da un giorno all’altro ha visto cambiare, in corsa, le regole d'accesso.

Foto © TMNews

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